Pastorale universitaria: p. Currò (teologo), “il rinnovamento della Chiesa si fa con i giovani”

“Il rinnovamento della Chiesa e la possibilità di comunicare con i giovani sono strettamente legati. E solo grazie ai giovani che si rinnova davvero. Il rinnovamento della Chiesa si fa con i giovani”. Lo ha affermato questa mattina padre Salvatore Currò, teologo e collaboratore del Segretario speciale del Sinodo dei vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, nel suo intervento al Convegno nazionale di pastorale universitaria “Camminava con loro e spiegava le Scritture. Dopo il Sinodo, sulla via di Emmaus” in corso a Brescia per iniziativa dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei.
Padre Currò ha ripercorso alcuni punti salienti del Sinodo e ha affermato che dopo questa esperienza “dobbiamo sentirci in cammino”. Ha proposto tre idee da approfondire: la sinodalità missionaria; l’apertura a tutti i giovani che passa necessariamente dalla via dell’educazione; l’apertura su un orizzonte antropologico di tipo vocazionale. Riguardo alla sinodalità missionaria ha spiegato che “c’è una connessione tra sinodalità e credibilità della Chiesa. C’è una profonda connessione tra la sinodalità e il rinnovamento ecclesiale a tutto campo”. Sono diverse le parole da valorizzare che sono ritornate al Sinodo: ascolto (una Chiesa in ascolto); accoglienza (segno di un Dio che accoglie tutti: la dottrina della Chiesa diventa luce per accompagnare non giudizio); empatia; discernimento; accompagnamento. Invece, oggi “la Chiesa si percepisce come qualcosa di troppo clericale”. Nel documento finale del Sinodo sono indicati tre snodi: ambiente digitale, migranti e tutti i tipi di abusi. “La sinodalità – ha evidenziato – è la chiave per affrontare questi snodi”.
Currò ha anche sottolineato che “nel documento finale si parla molto di scuola, di educazione e di università. Emerge il desiderio di una pastorale sempre più inclusiva nella logica anche di un’alleanza intergenerazionale”. “La pastorale giovanile – ha osservato – va fatta in un’ottica vocazionale. La vita di tutti è vocazione”.

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