Otto marzo: Svimez, “al Sud servizi per l’infanzia carenti” influenzano scarsa partecipazione femminile

“La scarsa partecipazione femminile è connessa all’incapacità delle politiche italiane di welfare e del lavoro di conciliare la vita lavorativa a quella familiare, causando anche incertezza economica e una modifica dei comportamenti sociali, tra cui la riduzione del tasso di fertilità delle italiane”. Lo evidenzia la ricerca della Svimez, in occasione della Gionata internazionale della donna che si celebra l’8 marzo. “Nell’ultimo decennio le donne meridionali sono passate dai tassi di fertilità molto più elevati rispetto a quelle del Centro-Nord a tassi sensibilmente più bassi: 1,29 figli per donna al Sud rispetto a 1,34 nelle regioni centrali e settentrionali”, sottolinea la ricerca. Ciò “è anche una conseguenza di servizi per l’infanzia offerti dalla pubblica amministrazione alquanto carenti: nel Mezzogiorno la percentuale di bambini minori di tre anni che ha usufruito di servizi per l’infanzia è del 2% in Calabria, del 3% in Campania, del 4,8% in Sicilia, con una media meridionale pari appena al 5%, contro il 16,6% del Centro-Nord, con punte di oltre il 20% in Trentino, in Friuli, in Valle d’Aosta, in Emilia, in Toscana”. Per quanto riguarda la cura degli anziani, “altra mansione alla quale le donne sono il più volte costrette a sopperire alla carenza di servizi adeguati, sempre in base ai dati Istat, la spesa pro capite per gli over 65 anni è al Centro-Nord di 119 euro in un anno e al Sud di 55 euro”.

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