Mercoledì delle Ceneri: mons. Spreafico (Frosinone), “il ‘mi piace’ a un insulto o a una cattiveria è un peccato da confessare”

Umiltà, debolezza, unità: sono i significati principali del simbolo delle ceneri secondo mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, che nell’omelia per la messa del Mercoledì delle Ceneri invita i fedeli a non lasciarsi “ingannare da una società che ci vorrebbe tutti forti, autosufficienti, sempre in salute, senza incrinature, sicuri di sé. È l’inganno del mondo. Per questo si mettono da parte i poveri, si allontanano gli anziani, si disprezzano i deboli”. Viviamo in una società che predilige “prepotenza e facile giudizio”, anche sui social: “Quel ‘mi piace’ a un insulto o a una cattiveria, cari amici, per noi cristiani è un peccato che va riconosciuto e confessato”. La cenere allora dona “un senso umile di noi stessi” e l’umiltà “è via alla felicità e all’amore, perché solo gli umili sanno accogliere e amare gli altri, poiché guardano agli altri come il Signore guarda a noi, non per giudicarci o per condannarci, ma per aiutarci, per sostenerci nella debolezza”. L’unità si sperimenta poi nel comune bisogno della misericordia divina: “La Quaresima è il tempo in cui riscoprire l’unità del popolo, la gioia di essere insieme perché tutti bisognosi di ricevere il perdono e l’amore di Dio”. Solo così, gli impegni quaresimali di preghiera, elemosina e digiuno aiuteranno a “condividere il bene e non il male”, “lasciandoci interrogare dalla Parola di Dio, ringraziando il Signore per quanto già abbiamo e venendo in soccorso di quelli che hanno meno di noi” conclude il vescovo di Frosinone.

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