Intelligenza artificiale: Carballo (Wapor), “opinione pubblica mondiale divisa”. Il 35% riceve fake news ogni giorno, due terzi dei link sono postati da robot

Su intelligenza artificiale e robotica l’opinione pubblica mondiale è divisa tra chi ne vede potenzialità e vantaggi e chi le ritiene una minaccia da cui difendersi. In un’intervista al Sir Marita Carballo,  presidente della Academia Nacional de Ciencias Morales y Políticas de l’Argentina e della World Association of Public Opinion and Research (Wapor), auspica un grande investimento in formazione per scongiurare il gap tra “inclusi” ed “esclusi” e invita a chiedersi su quali valori vogliamo costruire le nostre società per far sì che lo sviluppo delle nuove tecnologie “sia davvero al servizio di ogni persona e della casa comune”. “Dando una lettura semplificata, ma globale – spiega -, posso affermare che circa il 70% dei ‘cittadini del mondo’ ritiene che la rivoluzione tecnologica 4.0 abbia apportato e possa apportare benefici nella vita delle persone. Le maggiori attese sono in materia di salute (48%) e contrasto ai cambiamenti climatici (45%). Opinione pubblica divisa invece su occupazione e lavoro”. Gli europei sembrano in media più “ottimisti”, i latinoamericani più cauti. In generale, i più “aperti” sono gli uomini di età inferiore ai 35 anni e in buone condizioni economiche. Quanto al rapporto intelligenza artificiale, piattaforme digitali e nuova arena socio-politica, la sociologa spiega che oggi piattaforme e social media “sono una fonte chiave di informazione politica e sociale”, tuttavia “quasi 8 persone su 10 ricevono fake news almeno una volta al mese (76%), mentre in media il 35% ne riceve tutti i giorni. Con punte molto alte in Ungheria (65% dei cittadini), Ucraina (61%), Spagna (60%) e Albania (56%). L’Edelman Trust Barometer rivela che la fiducia in queste fonti sta diminuendo. Da uno studio del Pew reserach Center (Usa) emerge che due terzi (66%) dei link twittati sui siti di notizie più popolari vengono postati da account automatizzati, mentre solo un terzo (34%) è pubblicato da persone”. Insomma, per Carballo, “su queste piattaforme digitali a gestire buona parte delle news è un piccolo esercito di robot superattivi. Sui social, disinformazione e manipolazione sono dunque in agguato, soprattutto quando trolls e hate speakers ‘si alleano’”.

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