Diocesi: mons. Cipolla (Padova) accoglie richiesta di perdono di don Roberto Cavazzana. Il reinserimento sarà progressivo

“In occasione della Quaresima mi sento convinto di compiere un gesto che nasce dal Vangelo e ci riconduce al Vangelo. È un gesto che compio dopo aver ascoltato parecchi di voi ma che impegna la mia paternità spirituale e pastorale e di cui mi assumo la responsabilità e le conseguenze di fronte a voi, di fronte ai cristiani delle nostre comunità, di fronte alla nostra società”. Inizia così un’approfondita riflessione che mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, ha condiviso con l’intero presbiterio di Padova riunito oggi, giovedì 7 marzo, in occasione del ritiro d’inizio Quaresima per annunciare la progressiva e graduale reintegrazione nel servizio ministeriale di don Roberto Cavazzana, finito due anni fa sotto i riflettori della ribalta mediatica per comportamenti inadeguati per un prete, da subito pubblicamente stigmatizzati da mons. Cipolla. Per oltre un anno il sacerdote ha vissuto fuori diocesi in una comunità religiosa dove ha compiuto un percorso – adeguatamente accompagnato – di rivisitazione personale e della propria vocazione, concordato con il vescovo. Dallo scorso settembre don Cavazzana è rientrato in diocesi ma prima di essere reintegrato pienamente gli è stato chiesto di prestare per un anno servizio volontario in due realtà diocesane che si occupano di persone disagiate; celebrare in privato, salvo espresse autorizzazioni; vivere in maniera riservata; proseguire il percorso di accompagnamento spirituale e personale avviato in questi due anni. Solo successivamente potrà essere inserito in una parrocchia, insieme ad altri preti con i quali fare vita comune. “Don Roberto Cavazzana – ha spiegato il vescovo Cipolla accogliendo la richiesta di perdono –, che con la sua leggerezza ha suscitato disagio, smarrimento, sofferenza e interrogativi tra i fedeli e nelle nostre comunità, chiede di essere perdonato e di poter continuare a fare il prete. La richiesta è stata presentata dopo un tempo lungo di riflessione, di verifica attenta, di discernimento vocazionale durante il quale ha personalmente maturato la consapevolezza dei propri errori. Come padre accetto la sua domanda di perdono e la sua richiesta di proseguire il ministero presbiterale e di continuare a fare il prete con un ulteriore percorso penitenziale vissuto a livello ecclesiale e concordato direttamente con me”. Al ritiro dei preti era presente lo stesso don Cavazzana che ha fatto pubblica richiesta di perdono. “Umanamente”, ha concluso mons. Cipolla, “restano incertezze”, ma “la Misericordia del Signore supera tutte le nostre paure e considerazioni; la Misericordia di Dio è più grande della capacità di perdono della nostra società; arriva dove noi non sapremo mai arrivare. Riabilita gli umiliati, rialza chi è caduto, offre speranza agli sfiduciati: questo è Vangelo, bella notizia!”.

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