Deforestazione: Marchetti (Univ. Molise), “tornare ad un stile di vita che ci riporti ai cicli di vita rurale”. Masullo, “un problema umanitario”

“Stiamo vivendo un momento storico di sconnessione culturale. Dobbiamo tornare ad un stile di vita che ci riporti ai cicli di vita rurale che ci tenevano legati nel bene e nel male ai sistemi naturali”. È l’invito rivolto da Marco Marchetti, professore ordinario di Assestamento Forestale e Selvicoltura presso l’Università del Molise, stamattina, durante il 15° Forum internazionale di giornalismo ambientale organizzato dall’associazione Greenaccord onlus e dalla Regione Toscana, a San Miniato. Quanto all’impatto sul clima, Marchetti ha sottolineato come “se la temperatura fosse superiore ai 3 gradi potremmo coltivare cereali in Siberia con effetti evidentemente devastanti”. Occorre quindi avviare una rivoluzione culturale, “puntare sui giovani, parlare di foreste urbane, cambiare la cultura delle città, mettendo in atto cambiamenti di uso del suolo e degli stile di vita. Avere più verde non vuol dire riuscire ad assicurare le stesse funzionalità e servizi ecosistemici”.
“Quello delle foreste è un problema umanitario, oltre che ambientale, che ci fa tornare indietro al colonialismo, che si fonda su un non riconoscimento dell’esistenza di una cultura altra rispetto alla nostra”, ha sottolineato Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord. I popoli che vivono nelle foreste “non prevedono accumulo, vivono in equilibrio con il loro ambiente, esattamente all’opposto della nostra cultura che ha un atteggiamento predatorio e non di rispetto e conservazione dell’ambiente”, ha spiegato ai giornalisti presenti, provenienti da tutti i continenti del mondo. “Il popolo della foresta sa come utilizzare in modo sostenibile le risposte. Noi al contrario consumiamo senza criterio” e per questo “la nostra cultura è responsabile di gravi disastri come i cambiamenti climatici”, ha concluso Masullo.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo