Sgombero tendopoli San Ferdinando: migranti, “vogliamo avere una sistemazione che ci rispetti”

“Vogliamo prima la casa, poi il lavoro”. È questa una delle certezze dei migranti di San Ferdinando, che stanno lasciando la baraccopoli. I giovani e le giovani che finora hanno vissuto nel ghetto ubicato nella zona industriale reggina stanno assistendo alle operazioni di sgombero dell’area. “Adesso non sappiamo dove andiamo”, dice un giovane, che negli ultimi mesi è stato “nella vecchia baracca con mia mamma”. “Ci hanno detto di aspettare”, dice un altro, seduto su un muretto. “Finora sono rimasto qui per il lavoro, anche se il lavoro è poco. Non si può vivere con 1,5 euro al giorno, e non si può fare altro se non abbiamo neanche il permesso di aoggiorno. Adesso però ci devono dare una casa”. Molte delle vecchie baracche, intanto, sono già state smantellate dalle ruspe, dopo essere state messe in sicurezza da eventuali fonti esplosive.

Attualmente la situazione è tranquilla, e quanti hanno già fatto ingresso nella nuova tendopoli, soprattutto nell’area più esterna all’ingresso della zona industriale, si stanno già organizzando all’interno delle tende. “Adesso che siamo qui, non ce ne andiamo. Fateci stare tranquilli”, dice un giovane, allontanando i giornalisti. “Speriamo che la sistemazione della nuova tendopoli sia buona – aggiunge un altro – perché se si crea una situazione come quella di prima non si risolve nulla. Veniamo da Salerno, da Napoli, dal Piemonte, dove facciamo i lavori stagionali. Siamo abituati a lavorare, vogliamo avere una sistemazione che ci rispetti”. “Adesso dobbiamo cercare di capire chi è rimasto e chi invece è andato via per riorganizzare i nostri servizi, da quello scolastico a quello legale”, dicono i responsabili dell’Hospitality School. Molti i migranti che, a bordo delle proprie biciclette e zaino in spalla, stanno lasciando la tendopoli.

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