Quaresima: mons. Vari (Gaeta), “comprendere se la nostra è vita vera o un inganno”

“Sono i ricordi più cari a dire quello che siamo. Non le parole, ma la vita vera, quella che costruisce i ricordi”. Lo scrive mons. Luigi Vari, arcivescovo di Gaeta, nel suo messaggio per la Quaresima 2019. Il presule cita un racconto del premio Nobel per la letteratura Kazuo Ishiguro, che attraverso il dialogo tra una donna e un barcaiolo permette di comprendere il senso vero e l’autenticità dei rapporti umani. “Il cammino della Quaresima, con le sue tappe e con i sui impegni, funziona come uno sguardo su noi stessi per vedere se la nostra vita sia vera o un inganno – prosegue –. Ci raccontiamo i giorni per purificarli dalla rabbia e dal rancore, che sembrano essere oggi i consiglieri più apprezzati e che generano tanti giudizi e comportamenti cattivi. Vogliamo impegnarci a curare questi sentimenti affinché non trovino spazio dentro di noi”. Mons. Vari insiste poi su due sentimenti negativi che possono abitare nel cuore umano: odio e aridità. Il primo “non può essere regolatore delle relazioni personali e sociali né ispiratore delle scelte che facciamo”. L’aridità, dal canto suo “è nemica della verità dei sogni, delle speranze, dei sentimenti, dello stesso amore”. La Quaresima, conclude mons. Vari, “ci mette nella condizione non solo di raccontare il nostro cuore, ma poiché lo facciamo alla luce della Pasqua, di liberarci dai sentimenti che ci fanno paura perché rendono brutta la vita umana”, perché “la nostra vita sia un inno di verità, di libertà, di amore”.

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