Quaresima: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “contro una visione oppiacea” della vita “il messaggio rivoluzionario delle beatitudini”

È dedicata a “due aspetti della vita cristiana che apparentemente sembrano non collegabili”, “la croce di Cristo e le beatitudini”, la lettera pastorale del vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, per la Quaresima e Pasqua 2019. “Lo spartiacque nella storia della Chiesa circa la ridefinizione di un modello di vita che ricalcasse l’essenza delle beatitudini secondo l’insegnamento di Gesù – riflette ilpresule – è stato sicuramente Francesco d’Assisi”, il quale “vive il suo amore per Cristo secondo uno stile che possiamo riassumere in 2 punti essenziali”: la fraternità e la minorità. Per Francesco d’Assisi, dunque, “la perfetta laetitia è conformarsi alla croce di Cristo attraverso una vita di fraternità e minorità”. “Fraternità e minorità – spiega mons. Savino – liberano dall’ossessione narcisistica che la cultura occidentale in cui viviamo ha imboccato con la modernità. Ma la fraternità e la minorità sono anche delle sfide ancora aperte per le nostre comunità cristiane”.
Dalla croce di Cristo discendono diversi stili di fraternità che la incarnano: “Tra noi cristiani torni usuale una comunicazione veritiera che superi la logica della strumentalizzazione ed edifichi l’altro nel suo essere figlio di Dio”, è il primo. “Occorre superare il clientelismo relazionale che crea un sistema di relazioni che riducono l’uomo a funzione di un gruppo di potere o di un sistema di conoscenze”, il secondo. “Vedere l’altro come un valore da generare e come il luogo in cui generare un valore per l’intera collettività”, il terzo.
“La risurrezione di Cristo informa e performa tutta la vita del cristiano distillandosi in quelli che possiamo chiamare stili di minorità”, evidenzia il vescovo indicandone tre: “Silenzio e preghiera”, “Attenzione e cura delle ferite dell’umano”, “Studio condiviso e generazione di idee”.
“Delineare un percorso quaresimale e pasquale per tutta la comunità ci spinge a dare valore al tempo che viviamo e a riscattarlo dalla logica della decadenza in cui molte volte le nostre comunità rischiano d’incorrere – sostiene il presule -. Il mistero pasquale allora, nella sua inesauribile profondità, ci afferra e ci conduce, senza esitazioni, sulle vie dell’eternità! Non un messaggio di rassegnazione di fronte agli abusi che il discepolo sperimenta, ma un impulso incontenibile a non cadere in alcuna forma di rassegnazione nella sequela di Cristo. Questo è il cuore delle beatitudini illuminate dalla croce di Cristo”. “Contro una visione oppiacea che dovrebbe acquietare il cuore dei credenti, le beatitudini – conclude – sono il messaggio più rivoluzionario proposto da Gesù per i suoi discepoli”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo