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Papa Francesco: udienza, “Gesù non fa proselitismo”, “annuncia che il Padre ci ama”. No agli “ipocriti”

foto SIR/Marco Calvarese

“Gesù non fa proselitismo: annuncia, semplicemente”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata alla seconda invocazione del Padre Nostro: “Venga il tuo regno”. “Queste parole non sono affatto una minaccia, al contrario, sono un lieto annuncio, un messaggio di gioia”, ha spiegato Francesco: “Gesù non vuole spingere la gente a convertirsi seminando la paura del giudizio incombente di Dio o il senso di colpa per il male commesso”. Al contrario, “quella che lui porta è la Buona Notizia della salvezza, e a partire da essa chiama a convertirsi”. “Ognuno è invitato a credere nel vangelo”, l’invito del Papa: “la signoria di Dio si è fatta vicina ai suoi figli. Questo è Vangelo: la signoria di Dio si è fatta vicina ai suoi figli”. “Gesù annuncia questa cosa meravigliosa, questa grazia”, ha proseguito Francesco a braccio: “Dio, il Padre, ci ama, ci è vicino e ci insegna ad andare sulla strada della santità”. “I segni della venuta di questo Regno sono molteplici, e tutti positivi”, ha fatto notare il Papa, ricordando che “Gesù inizia il suo ministero prendendosi cura degli ammalati, sia nel corpo che nello spirito, di coloro che vivevano una esclusione sociale – per esempio i lebbrosi –, dei peccatori guardati con disprezzo da tutti”. “Anche da coloro più peccatori di loro, ma che facevano finta di essere giusti”, ha aggiunto a braccio: “E Gesù questi come li chiama? Ipocriti”. Gesù stesso indica questi segni: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo”.

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