Nicaragua: il card. Brenes invitato al Dialogo nazionale come testimone. Il nunzio unica figura internazionale ammessa al tavolo

Alla fine l’invito è arrivato. Il Governo del Nicaragua e l’opposizione di Alianza Civica hanno fatto pervenire al card. Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua e presidente della Conferenza episcopale nicaraguense (Cen), l’invito formale a partecipare alla prosecuzione del Dialogo nazionale nella sede dell’Incae (Istituto centroamericano per l’amministrazione delle imprese). L’invito, contemporaneamente recapitato anche ai rappresentanti degli Evangelici e riguarda comunque una presenza tra i “testimoni”, i “consulenti” e gli “accompagnatori”.
Secondo quanto riferito dal segretario generale e portavoce della Cen, mons. Abelardo Mata, al giornalista in esilio Uriel Velazquez, i vescovi di riuniranno venerdì per dare una risposta all’invito, che esclude un ruolo diretto di mediazione e la presenza di altri vescovi al tavolo. L’unico rappresentate internazionale ammesso al tavolo sarà al momento il nunzio apostolico, mons. Waldemar Stanislaw Sommertag, mentre è stato rinviato il nodo della presenza di organismi internazionali di garanzia. Il rappresentante di Alianza Civica, Carlos Tünnermann, ha detto ieri di considerare “indispensabile” la presenza dei vescovi, i quanto la Cen è l’Istituzione “più credibile” nel Paese.
Tuttavia, la reazione informale dell’Episcopato, alla luce delle prime parole di mons. Mata, è improntata alla prudenza. Si chiedono segnali chiari, in particolare sulla liberazione dei detenuti politici e sul ritorno di un clima di libertà nel paese, mentre si temono tattiche dilatorie da parte dell’Esecutivo, alle quali la Chiesa non intende prestarsi.

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