Diritti umani: Bachelet (Onu), “proteste in tutto il mondo contro le disuguaglianze” represse con “uso violento ed eccessivo della forza”

“Negli ultimi mesi, abbiamo visto persone di tutto il mondo scendere in strada per protestare contro le disuguaglianze e il deterioramento delle condizioni economiche e sociali. Le loro richieste richiedono un dialogo rispettoso e una vera riforma. Eppure, in diversi casi, hanno incontrato un uso violento ed eccessivo della forza; detenzioni arbitrarie; torture; e persino presunte sommarie o extra-giudiziarie uccisioni”. Lo ha affermato Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, presentando alla 40ª sessione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu a Ginevra la relazione sul lavoro svolto nel 2018.
Bachlet ha passato in rassegna la situazione di diversi Paesi: dal Sudan allo Zimbabwe, da Haiti alla Francia, dal Nicaragua al Territorio palestinese e alla Cisgiordania, dalla Cina all’India, da El Salvador al Guatemala, dall’Honduras all’Arabia Saudita, dallo Yemen all’Etiopia, dal Sahel al Myanmar, dalle Filippine alla Libia, dal Kashmir al Pakistan. Dall’Alto Commissario la richiesta di un dialogo inclusivo e costruttivo, del rispetto della libertà di espressione, di un contrasto alle violazioni e dell’assicurazione di protezione umanitaria.
Per raggiungere gli obietti dell’Agenda 2030, “gli Stati del mondo devono avanzare nell’affrontare le disuguaglianze – disuguaglianze di risorse, reddito, potere, accesso alla giustizia e rispetto alle condizioni di base per la dignità umana. Quando gli Stati hanno accettato di ‘lasciare nessuno indietro’, si sono assunti un profondo impegno per affrontarli”. Bachelet si è detta anche “scioccata dal numero di uccisioni di difensori dei diritti umani in tutto il mondo” e “molto preoccupata per le rappresaglie contro le vittime, i difensori dei diritti umani e le organizzazioni non governative che collaborano”.

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