Commissione Ue: bilancio in materia di migrazione. “Migliorare le tremende condizioni in Libia e andare oltre l’emergenza”

Bruxelles, 6 marzo: conferenza stampa del commissario alle migrazioni Avramopoulos

(Bruxelles) La Commissione Ue indica una serie di “misure immediate” necessarie per affrontare il fenomeno migratorio su scala europea. Per la rotta del Mediterraneo occidentale “dev’essere ulteriormente intensificato il sostegno al Marocco, poiché questa rotta ha registrato un considerevole aumento degli arrivi. Rotta del Mediterraneo centrale: occorre in questo caso un miglioramento delle “tremende condizioni in Libia”. “Devono continuare gli sforzi posti in atto per far rilasciare i migranti trattenuti, agevolare il rimpatrio volontario (37mila rimpatri finora) ed evacuare le persone più vulnerabili (2.500 persone evacuate)”. Rotta del Mediterraneo orientale: “sebbene la dichiarazione Ue-Turchia abbia continuato a garantire una notevole riduzione degli arrivi sulle isole greche, i problemi principali in Grecia rimangono irrisolti per quanto riguarda i rimpatri, il trattamento delle domande di asilo e la questione delle sistemazioni abitative adeguate. Per migliorare la gestione della migrazione, la Grecia dovrebbe rapidamente definire una strategia nazionale efficace con l’introduzione di procedure operative”. Occorrono inoltre delle disposizioni temporanee relative agli sbarchi per mettere in pratica a livello dell’Ue “i principi di solidarietà e responsabilità, e servirebbero come meccanismo ponte fino al completamento della riforma del regolamento Dublino”.
La Commissione insiste poi sulla necessità di andare oltre l’emergenza con misure strutturali. Anzitutto “affrontare le cause della migrazione irregolare” con il Fondo fiduciario di emergenza dell’Unione per l’Africa, la lotta contro i trafficanti e le reti della tratta, e intensificando i rimpatri e la riammissione. Altri capitoli posti in luce riguardano: la gestione rafforzata delle frontiere e la revisione delle norme comunitarie in materia di asilo. Infine un capitolo sulla “migrazione legale e l’integrazione”: “i percorsi di migrazione legali servono come disincentivo alle partenze irregolari, e sono un elemento importante per far sì che una migrazione ordinata e basata sulle necessità diventi la principale modalità di ingresso nell’Ue”.
Dimitris Avramopoulos, commissario per la migrazione, dichiara: “I risultati del nostro approccio comune europeo in materia di migrazione parlano da sé: gli arrivi irregolari sono ora meno numerosi rispetto a prima della crisi, la guardia di frontiera e costiera europea ha portato la protezione congiunta delle frontiere dell’Ue a un nuovo livello, e insieme ai nostri partner lavoriamo per garantire percorsi legali, incrementando al tempo stesso i rimpatri. Guardando al futuro, è essenziale proseguire nel nostro approccio comune, ma anche portare a termine la riforma in corso del sistema di asilo. Inoltre, dovrebbero essere stabilite in via prioritaria disposizioni temporanee in materia di sbarchi”.

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