Brasile: la tragedia di Brumadinho portata alle Nazioni Unite da padre Rodrigo Peret

La tragedia di Brumadinho (Brasile, stato del Minas Gerais), dove a fine gennaio il crollo di una diga in una miniera di ferro ha causato la morte (tra le 179 vittime ufficiali e i 131 dispersi) di 310 persone, arriva anche alle Nazioni Unite. Durante la 40ª sessione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu, frei Rodrigo Peret, a nome dei francescani e delle organizzazioni ambientaliste brasiliane, ha presentato una dichiarazione. Il religioso, attivo in particolare nella rete continentale Iglesias y Mineria, ha dichiarato tra l’altro: “Questa situazione fa seguito al precedente disastro del crollo della diga nel 2015 a Mariana. Finora, questa catastrofe continua ad avere effetti dannosi sulle comunità locali e sull’ambiente. Le persone colpite stanno ancora combattendo per i loro diritti, compreso il reinsediamento, il diritto a un alloggio adeguato e al pieno risarcimento. Attualmente, solo nello Stato del Minas Gerais ci sono almeno 40 dighe a rischio di crollo”. Intanto, sabato scorso Fabio Schvartsman, amministratore delegato della Vale, proprietaria della diga, ha rassegnato le proprie dimissioni insieme a buona parte del direttivo di quella che è la più grande compagnia mineraria al mondo. La pubblicazione di alcuni documenti riservati ha messo in luce che era stato lanciato l’allarme sui rischi che la diga di Brumadinho presentava.

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