Quaresima: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “tempo per rafforzare uno stile di vita cristiano nella carità”

La Quaresima “è un tempo in cui preparare le nostre ‘lampade’ per attendere la Pasqua, nella preghiera. È un tempo in cui fare ordine nella nostra vita, a questo serve il digiuno. È un tempo in cui rafforzare uno stile di vita cristiano nella carità, che ogni anno guarda a qualcuno dei poveri a noi più prossimi”. Lo evidenzia mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nella lettera per la Quaresima 2019 dal titolo “Non di solo pane vivrà l’uomo (Lc 4,4)”. Traendo spunto dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, mons. Perego invita ad abbracciare un nuovo stile di vita, incentrato su forme di consumo critico, rispettose della natura e degli altri. “Responsabilità e consumo critico sono due parole che diventano strade di impegno che invitano a considerare il nostro stile di vita e a rinnovarlo, consapevoli di essere custodi e non padroni del creato”, afferma mons. Perego. Da qui la necessità di prestare maggiore attenzione verso il creato e verso l’altro. Non solo. Da qui anche la necessità di trovare nuovi modi di fare carità oggi. A questo proposito mons. Perego fa una proposta concreta. “Vi invito, anche quest’anno – scrive nella lettera per la Quaresima -, a finalizzare la vostra carità al Fondo diocesano per i disoccupati aperto nella nostra arcidiocesi da due anni e che ha destinato già 100.000 euro a tale scopo, realizzando, borse lavoro e interventi a favore di artigiani e commercianti in difficoltà”. E poi l’annuncio di un “digiuno” speciale che interesserà i fedeli dell’arcidiocesi. “Mentre iniziamo il cammino quaresimale – spiega mons. Perego – la nostra cattedrale viene chiusa al culto per alcuni mesi, fino all’autunno. È un altro ‘digiuno’ imposto dalla sicurezza e dai restauri post-terremoto. Spero che anche questo digiuno ci aiuti a desiderare e amare ancora di più questa nostra ‘casa di Dio e del popolo di Dio’, qual è la cattedrale, non solo per la sua straordinaria bellezza artistica, ma soprattutto per il suo significato religioso per la nostra città e la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio”.

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