Notizie Sir del giorno: cristiani perseguitati, Nicaragua, Tav, reddito di cittadinanza, Spazio europeo giustizia, parrocchie in Germania, don Picchi

Papa Francesco: intenzione di preghiera marzo dedicata a comunità cristiane perseguitate “perché sentano la vicinanza di Cristo e i loro diritti siano riconosciuti”

“Preghiamo per le comunità cristiane, in particolare quelle che sono perseguitate, perché sentano la vicinanza di Cristo e perché i loro diritti siano riconosciuti”. L’invito viene da Papa Francesco, nel videomessaggio per l’intenzione di preghiera del mese di marzo, promosso dalla Rete mondiale di preghiera del Papa. “Forse sembrerà difficile da credere – prosegue il Pontefice nel videomessaggio – ma oggi ci sono più martiri che nei primi secoli”. Si stima che nel mondo siano quasi 300 milioni i cristiani perseguitati a causa della loro fede. “Sono perseguitati – spiega il Santo Padre – perché dicono la verità e annunciano Gesù Cristo a questa società”. “Questo avviene in particolare laddove la libertà religiosa non è garantita. Ma – avverte Francesco – anche nei Paesi che in teoria e sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani”. Di qui l’invito: “Preghiamo per le comunità cristiane, in particolare quelle che sono perseguitate, perché sentano la vicinanza di Cristo e perché i loro diritti siano riconosciuti”. (clicca qui)

Nicaragua: Dialogo nazionale. I vescovi, “mai arrivate lettere d’invito, priorità accompagnare il popolo”

“In questo momento storico il nostro maggior apporto come pastori di questa Chiesa pellegrina in Nicaragua sarà quello di continuare ad accompagnare il popolo nelle sue sofferenze e dolori, nelle sue speranze e gioie e di elevare le nostre preghiere di intercessione perché il Nicaragua trovi cammini di civiltà e giustizia, per una soluzione pacifica, in vista del bene comune”. Lo scrive la Conferenza episcopale nicaraguense (Cen), in un comunicato firmato dal segretario generale e portavoce mons. Abelardo Mata Guevara, vescovo di Estelí. I vescovi si sono ritrovati ieri, per ascoltare il resoconto del presidente, il card. Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, sia a proposito del recente incontro in Vaticano sulla tutela dei minori, sia sul nuovo Dialogo nazionale, avviato la scorsa settimana con la presenza, tra gli altri, del card. Brenes e del nunzio apostolico, mons. Waldermar Stanislaw Sommertag. Da quanto è emerso, non sembrano esserci le condizioni perché la Chiesa nicaraguense continui ad essere presente al tavolo, per il semplice motivo che non è stata ufficialmente invitata a farne parte. (clicca qui)

Tav: Conte, “siamo in dirittura finale, confidiamo di decidere entro venerdì”. “Decisione per tutelare l’interesse nazionale e di tutti i cittadini”

“Per quanto riguarda la Tav siamo entrati nella dirittura finale. Siamo nel percorso finale, quello più squisitamente politico”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, incontrando la stampa fuori da Palazzo Chigi al termine della “prima riunione politica” nella quale “abbiamo iniziato preliminarmente ad esaminare l’analisi costi-benefici”. “Ci aggiorneremo già domani sera alle 20.30 – ha spiegato il premier –, proseguiremo ad oltranza. Convocheremo anche i tecnici che ci aiuteranno a sviscerare tutti gli aspetti dell’analisi costi-benefici”. “Avevamo garantito agli italiani che avremmo seguito un metodo trasparente e avremmo posto a base della nostra decisione non preconcetti, pregiudizi ideologici, interessi partitici o di movimento”, ha proseguito Conte, aggiungendo che “adesso oltre al percorso di razionalità tecnica c’è anche il percorso di razionalità politica che si aggiunge, siamo entrati nel vivo di quest’ultima fase decisionale”. “Alla fine di questo percorso – noi confidiamo di decidere entro venerdì – a secondo dell’esito finale della nostra decisione si valuterà l’impatto sui bandi”, se “partiranno o meno i bandi”. Sulle tensioni nel governo, “posso garantire – ha affermato Conte – che prenderemo una decisione per tutelare l’interesse nazionale, di tutti i cittadini”. Per questo “il governo non può cadere”. (clicca qui)

Reddito di cittadinanza: Istat, “potrebbe interessare due milioni e 706mila persone”, quasi la metà i single. Obbligo lavoro per un terzo dei beneficiari

Sotto l’ipotesi di un tasso di utilizzo del provvedimento pari all’85% del totale teorico delle famiglie interessate, il Reddito di cittadinanza (Rdc) “potrebbe interessare un milione 308mila famiglie e due milioni e 706mila individui, con un importo annuo medio per famiglia pari a 5mila e 53 euro, corrispondente al 66,8% del reddito familiare, e un costo totale nel 2019 pari a 6,6 miliardi di euro su base annua”. È la stima aggiornata offerta oggi dall’Istat nel corso dell’audizione a Montecitorio. Tra le famiglie potenzialmente beneficiarie, l’Istat stima che 752mila vivano nel Mezzogiorno, 333mila al Nord e 222mila al Centro. “C’è un gradiente territoriale molto forte – ha spiegato Roberto Monducci, direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat – che rispecchia parzialmente la struttura dei poveri assoluti. In questo caso è soprattutto il Nord ad aver un’incidenza di famiglie beneficiarie inferiore a quella della povertà assoluta mentre il Sud ha soltanto 1 punto percentuale di differenza”. Secondo le stime dell’Istat, la metà delle famiglie riceverà un contributo superiore a 4mila 855 euro, il quarto delle famiglie che riceveranno il maggiore beneficio assumerà 7mila 560 euro mentre il quarto delle famiglie con il minor beneficio avrà meno di 1.929 euro. Venendo alla composizione dei nuclei familiari, i singoli costituiscono il 47,9% delle famiglie beneficiarie del Rdc (626mila). Rispetto alla cittadinanza, complessivamente, l’87,6% dei beneficiari sono italiani mentre gli stranieri rappresentano il 12,4%. Infine, secondo le stime un terzo dei beneficiari sarà soggetto all’obbligo di sottoscrivere un patto per il lavoro (circa 900mila su 2 milioni e 700mila, di cui la maggior parte ha cittadinanza italiana – 760mila – con licenza media o nessun titolo di studio). (clicca qui)

Ue: accordo su nuovo programma finanziario per creare lo Spazio europeo della giustizia

(Bruxelles) Parlamento europeo e Consiglio Ue hanno raggiunto oggi un accordo provvisorio sul programma giustizia 2021-2027 proposto dalla Commissione europea nel maggio 2018. “Questo nuovo programma – spiega una nota – sosterrà lo sviluppo di uno spazio giudiziario europeo integrato basato sullo stato di diritto, sul mutuo riconoscimento e sulla fiducia reciproca”. Vera Jourová, commissario per la giustizia, afferma: “Accolgo con favore l’accordo di oggi su questo importante programma. Troppe persone in tutta Europa non si fidano dei nostri sistemi giudiziari o si lamentano della loro qualità”. Occorrono dunque “sostegno a giudici e pubblici ministeri, promozione dell’uso della tecnologia e, infine, miglioramento della fiducia dei cittadini nei loro sistemi giudiziari”. Il programma giustizia avrà un bilancio di 305 milioni di euro in sette anni. L’accordo provvisorio deve ora essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. (clicca qui)

Germania: a Riesa nasce la più grande parrocchia della diocesi di Dresda-Meissen. Proseguono gli accorpamenti delle comunità

Tremiladuecento cattolici su 1.300 chilometri quadrati, 1 parrocchia per 3 paesi con complessive 7 chiese: questa è la pianta organica della nuova parrocchia di Santa Barbara in Riese, che diverrà operativa dal 24 marzo prossimo nella diocesi di Dresda-Meissen, in Sassonia. Sarà la più grande parrocchia – come annunciato ieri in un comunicato del vescovo, mons. Heinrich Timmer Evers – che unirà in una unica struttura pastorale le tre parrocchie di Santa Barbara in Riesa, di Santa Caterina in Grossenhain e di Sant’Uberto in Wermsdorf. Il parroco avrà sede a Riesa e guiderà una comunità con poco più di tremila fedeli. La fusione giunge dopo un processo di valutazione e studio fattuale aperto nel 2013 dal vescovo emerito di Dresda, mons. Heiner Koch (oggi arcivescovo di Berlino). Il problema degli accorpamenti per non chiudere le parrocchie tocca molte diocesi, in particolare Treviri, che scenderà a 40 parrocchie dalle attuali 224, e Friburgo, che da 900 passerà a 35 macro-parrocchie. (clicca qui)

Nuovi santi: card. De Donatis, “al via la causa di beatificazione e canonizzazione di don Mario Picchi”

“Con gioia colgo l’iniziativa del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi di promuovere la causa canonica per riconoscere l’eroicità delle virtù del suo fondatore”. Lo scrive il card. Angelo De Donatis, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, al presidente del Ceis , Roberto Mineo. “La sua lettera – prosegue il porporato in riposta alla missiva del presidente del Centro – si iscrive nel contesto di questa fama di santità, che è considerata come condizione imprescindibile per avviare un processo di beatificazione e canonizzazione. Pertanto desidero comunicarle che qualora il Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi desiderasse costituirsi come attore della suddetta causa, da parte mia troverà pieno appoggio e la disponibilità del nostro Tribunale Ordinario, competente per istruire l’eventuale richiesta, collaborando al buon esito del procedimento”. “Mi è gradita la circostanza – scrive ancora De Donatis a Mineo – per ringraziarla per il bene che il Centro sta compiendo nel portare a compimento il ‘Progetto Uomo’ iniziato da don Mario Picchi. A lei e a tutti i suoi collaboratori in questo nobile impegno di cuore impartisco la mia benedizione”. (clicca qui)

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