Migranti: Zaccheo (Commissione Ue), “sviluppo sostenibile può aiutare la resilienza delle comunità umane più vulnerabili”

L’esperienza del Global Forum su migrazioni e salute è nata nel 2018 per iniziativa del centro di Ricerca HERA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Istituto Rielo per lo Sviluppo integrale e dell’Agenzia di ricerche e legislazione (Arel). Alla seconda giornata del loro Primo seminario internazionale, in corso a Roma, interviene tra gli altri Felice Zaccheo, capo dell’Unità per energia sostenibile e cambiamento climatico nella Direzione generale su cooperazione e sviluppo della Commissione europea, con un contributo su migrazioni e cambiamenti climatici. “Creare i presupposti perché le persone abbiano opportunità, educazione e buone condizioni di vita nei propri paesi – spiega – è la migliore forma di prevenzione per le problematiche collegate ai fenomeni migratori”. “Le migrazioni possono essere motivate da disastri ambientali e naturali, come aumento del livello del mare o scarsità di acqua – prosegue – e la responsabilità del problema è globale. Politiche che riducano il rischio di disastri possono sostenere la resilienza delle comunità umane più vulnerabili”. Concretamente, l’Ue, insieme ad altre istituzioni, ha attuato negli ultimi anni diversi progetti: “Sulla costa atlantica del Senegal, è stato ripristinato l’ecosistema marino e vegetale minato dall’innalzamento del livello del mare – illustra Zaccheo – In Ruanda, un programma si è concentrato sulla riforestazione. In un villaggio del Myanmar, infine, dopo un ciclone, è stata ricostruita la costa e la vegetazione che favorisce la permanenza della popolazione”.

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