Papa Francesco: a officiali Archivio Segreto, “figura Pio XII già indagata e a volte criticata con qualche pregiudizio o esagerazione”

(Foto Vatican Media/SIR)

La figura di Pio XII, che “si trovò a condurre la Barca di Pietro in un momento fra i più tristi e bui del secolo ventesimo, agitato e in tanta parte squarciato dall’ultimo conflitto mondiale, con il conseguente periodo di riassetto delle Nazioni e la ricostruzione post­bellica”, “è stata già indagata e studiata in tanti suoi aspetti, a volte discussa e perfino criticata (si direbbe con qualche pregiudizio o esagerazione). Oggi essa è opportunamente rivalutata e anzi posta nella giusta luce per le sue poliedriche qualità: pastorali, anzitutto, ma anche teologiche, ascetiche, diplomatiche”. Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico vaticano, gli officiali dell’Archivio Segreto Vaticano, nella ricorrenza degli ottant’anni dall’elezione a Sommo Pontefice del servo di Dio Pio XII.
“Per desiderio di Papa Benedetto XVI, voi superiori e officiali dell’Archivio Segreto Vaticano, come anche degli Archivi Storici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, dal 2006 ad oggi state lavorando in un comune progetto di inventariazione e preparazione della corposa documentazione prodotta durante il Pontificato di Pio XII, parte della quale fu già resa consultabile dai miei venerati predecessori San Paolo VI e San Giovanni Paolo II”, ha ricordato il Pontefice, ringraziando gli archivisti vaticani “per il paziente e scrupoloso lavoro che avete svolto in questi ultimi dodici anni, e che in parte ancora state svolgendo, per ultimare la suddetta preparazione”.
“Il vostro – ha aggiunto il Santo Padre – è un lavoro che si svolge nel silenzio e lontano dai clamori, coltiva la memoria, e in un certo senso mi pare che esso possa essere paragonato alla coltivazione di un maestoso albero, i cui rami sono protesi verso il cielo, ma le cui radici sono solidamente ancorate nella terra”. Se paragoniamo questo albero alla Chiesa, “vediamo che essa è protesa verso il Cielo, dove è la nostra patria e il nostro ultimo orizzonte; le radici però affondano nel terreno della stessa Incarnazione del Verbo, nella storia, nel tempo. Voi, archivisti, con la vostra paziente fatica, lavorate su queste radici e contribuite a mantenerle vive, in modo tale che anche i rami più verdi e più giovani dell’albero possano trarne buona linfa per la loro crescita nel futuro”.

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