Papa Francesco: a Gruppo Cal, “donne, giovani e poveri luogo di verifica di un autentico impegno cattolico in politica”

(Foto Vatican Media/SIR)

“In America Latina e in tutto il mondo ci troviamo a vivere attualmente un vero ‘cambio di epoca’ – come è stato detto ad Aparecida -, che esige un rinnovamento dei nostri linguaggi, dei nostri simboli e dei nostri metodi. Se continuiamo a fare come si faceva alcuni decenni fa, toneremmo a ricadere nei problemi che abbiamo il bisogno di superare nel terreno sociale e politico”. Lo ha affermato, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza, nella Sala del Concistoro del Palazzo apostolico vaticano, un Gruppo della Pontificia Commissione per l’America Latina, a conclusione del seminario intensivo di formazione tenutosi in Vaticano, dal 24 febbraio a oggi, sul tema “Dottrina Sociale della Chiesa e impegno politico in America Latina – Per una nuova generazione di cattolici latinoamericani in politica”. “Voi come giovani cattolici impegnati in varie attività politiche sarete la avanguardia nel modo di accogliere i linguaggi e i segni, le preoccupazioni e le speranze dei settori più emblematici del cambio d’epoca latinoamericano – ha esortato il Pontefice -. E toccherà a voi cercare le strade del processo politico più adatto per andare avanti”.
Papa Francesco ha, quindi, indicato i tre settori più emblematici per questo cambio d’epoca in America Latina: le donne, i giovani e i più poveri, che sono, per diverse ragioni, “luoghi di incontro privilegiato con la nuova sensibilità culturale emergente e con Gesù Cristo”.
Essi, ha proseguito il Santo Padre, “sono protagonisti del cambio d’epoca e soggetti di vera speranza. La loro presenza, la loro gioia e, soprattutto, la loro sofferenza sono una forte chiamata di attenzione per coloro che sono responsabili della vita pubblica. Nella risposta alle loro necessità e domande si gioca, in buona misura, la vera costruzione del bene comune. Costituiscono il luogo di verifica dell’autenticità dell’impegno cattolico in politica”. Di qui l’invito: “Se non vogliamo perderci in un mare di parole vacue, guardiamo sempre il volto delle donne, dei giovani e dei poveri. Guardiamoli come soggetti del cambiamento e non come meri oggetti di assistenza”.

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