Migrazioni: Calduch-Benages (biblista), “per loro natura tendono a un futuro più universale”

“Le migrazioni sono al tempo stesso la storia dell’umanità e il disegno di Dio”. Ne è convinta la biblista Nuria Calduch-Benages, intervenuta questa sera alla presentazione del volume “Il Gps della disugualita’”, scritto da Gino De Vecchis per i tipi della Lev. “Le migrazioni – ha raccontato la relatrice tracciando un parallelo tra la narrazione biblica e la situazione attuale – per loro natura tendono verso un futuro più universale, alla costruzione di un popolo nuovo. Aprono la strada a una maggiore giustizia sociale a favore dei più bisognosi, stimolano la pratica dell’ospitalità, che non può essere ridotta soltanto a una distribuzione di cibo e vestiario, ma deve trasformarsi in accoglienza, integrazione, misericordia e riconoscimento dei diritti dei migranti”. E sul ruolo delle donne come “ponti tra le diverse culture” si è soffermata Esma Cakir, presidente dell’Associazione stampa estera, facendo notare che “nel mondo ci sono 450 milioni di persone nel mondo che vivono in un luogo diverso da quello in cui sono nati. Molti di loro scappano da guerre e da miseria e diventano vittime di ignobili trafficanti di esseri umani”. Di qui l’importanza di iniziative come la Giornata contro la tratta di esseri umani, istituita da Papa Francesco e giunta alla quinta edizione.

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