Migranti e salute: Guerra (Oms), “il diritto alla salute garantito con riduzione mortalità, cure, contrasto della xenofobia”

“Due global compact internazionali si occupano di rifugiati – redatto dall’Onu – e di migranti – redatto dagli Stati membri. Ciò comporta che l’applicazione del Global compact sulle migrazioni sia in balia delle decisioni degli Stati”: ha esortdito così Ranieri Guerra, assistente del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, intervenendo stamattina alla Pontificia Università Lateranense, nel corso del convegno “Curare i migranti per curare il mondo”. “Un piano globale di protezione e inclusione per la salute di migranti e rifugiati” è il tema del suo intervento. “Anche rispetto all’Oms, un limite all’impegno su salute e migrazioni è dato dal fatto che pure esso deve attenersi alle volontà dei singoli Stati membri, spesso discordanti sull’erogazione dei servizi”. “È difficile garantire aiuti medico-assistenziali a persone che si muovono da un Paese all’altro dell’Africa e fanno sparire i propri documenti perché provengono da uno Stato in guerra”, ha precisato Guerra. Qualunque sia la loro linea politica, “gli Stati devono garantire il diritto alla salute”, ha insistito. Il piano strategico dell’Oms per i prossimi cinque anni prevede “misure per individui ad alta vulnerabilità, come le vittime della tratta anche nel Mediterraneo, con alcune priorità: riduzione della mortalità, cure continuative, di qualità e gratuite a chiunque passi i confini, sistema informativo e contrasto della xenofobia”. Rispetto all’Italia, Guerra ha evidenziato che “sarebbe necessario – come faceva il precedente Governo – ripartire i migranti equamente fra territori, altrimenti regioni come la Sicilia devono farsi carico da sole delle cure di tanti migranti”.

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