Migranti e salute: Duràn (Ecuador), “di fronte all’aumento di arrivi dal Venezuela, da noi commissioni e accordi con altri Paesi sudamericani”

Il programma di salute pubblica a favore dei migranti in Ecuador è stato presentato come caso al convegno “Curare i migranti per curare il mondo”, alla Pontificia Università Lateranense, da Carlos Duràn, viceministro per la Salute pubblica nel Paese sudamericano. Partendo da un inquadramento legislativo, il viceministro ha spiegato che “la Costituzione del 2008 stabilisce diritto alle migrazioni e stessi diritti e doveri per cittadini ecuadoregni e stranieri. Contemporaneamente, la Carta fondamentale sancisce il diritto alla salute. Cittadinanza universale, libertà di movimento e non discriminazione sono garantiti, infine, dalla legge”. Relativamente alle cure, Duràn ha riferito come “nessun documento aggiuntivo venga richiesto per ricevere cure, anche integrative. Viene, inoltre, garantita la riservatezza dei pazienti migranti”. Il fenomeno migratorio in Ecuador vede attualmente tra i maggiori Paesi di provenienza il Venezuela, “i cui migranti sono tra i principali fruitori stranieri dei nostri servizi sanitari”. Il crescente flusso di immigrati “porta con sé ‘allerte epidemiologiche’, in particolare di morbillo, per cui è necessario un piano di prevenzione a breve termine”. “Noi siamo il primo Paese sudamericano a creare un corridoio umanitario – ha sottolineato il viceministro – per il passaggio dei migranti dal Venezuela al Perù”. Esiste, poi, in Ecuador una Commissione per salute e migrazioni “per rafforzare sistemi informativi e organizzare attività in cooperazione”. Infine, “Ecuador e Colombia hanno creato una card comune la salute per persone in movimento”.

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