Migranti e salute: Buonomo (rettore), “riconoscere diritti dei migranti non può essere una scelta della politica”

“La mobilità umana va regolamentata e non gestita come un’emergenza”: lo afferma Vincenzo Buonomo, rettore della Pontificia Università Lateranense, intervenendo sul tema “Migranti, diritto internazionale e costruzione della pace” al convegno “Curare i migranti per curare il mondo”, in corso a Roma, presso lo stesso Ateneo. Tre i nodi affrontati dal giurista, legati a principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: libertà di movimento, asilo e cittadinanza, di cui vengono analizzati gli aspetti critici. “La mobilità viene vista come un’emergenza – afferma Buonomo –. Il 3,8% della popolazione mondiale si muove e gli scenari futuri fanno pensare che si possa arrivare oltre”. Relativamente all’asilo, il rettore della Pul collega “l’asilo alla condizione dello straniero, che può chiedere di essere accolto su un territorio per godere di ciò di cui non può godere nel Paese di partenza. La crisi oggi riguarda l’applicazione di questo diritto in tutti gli Stati, non solo in Europa o Americhe, ma anche in Asia, dove molte popolazioni sono costrette a lasciare il proprio territorio”. Connesso all’asilo vi è il principio di non respingimento: “Oggi l’ordine pubblico diviene un modo per tutelare le frontiere”. Rispetto alla cittadinanza, infine, “la sua concessione non può essere collegata solo alla politica”. In vista di una costruzione della pace, dunque, “le migrazioni non vanno regolamentate alle frontiere né viste solo in termini di sicurezza. Fondamentale è l’advocacy della società civile”, conclude.

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