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Egitto: Patton (Custode), "spirito incontro Damietta 800 anni fa rimasto nel sottofondo di una convivenza possibile" tra cristiani e musulmani | AgenSIR

Egitto: Patton (Custode), “spirito incontro Damietta 800 anni fa rimasto nel sottofondo di una convivenza possibile” tra cristiani e musulmani

(Foto: AFP/SIR)

Un incontro “grandioso e di una portata storica che va oltre rispetto al tempo in cui avvenne” il cui spirito “è rimasto al sottofondo di una convivenza che si è dimostrata possibile e che ha permesso a noi frati minori di radicarci in un contesto a maggioranza musulmana, evitando l’approccio dello scontro, della polemica e della controversia (salvo qualche caso) e preferendo invece l’approccio della testimonianza della vita”. Così il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, descrive al Sir il dialogo, avvenuto nel giugno del 1219, a Damietta, in Egitto, tra il Sultano Al-Malik Al-Kamil e Francesco d’Assisi. Ottocento anni dopo questo evento, i frati della Provincia francescana della Sacra Famiglia di Egitto, hanno promosso un programma di celebrazioni (1-3 marzo) alle quali ha preso parte anche il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, quale inviato speciale di Papa Francesco. Dalla città sul delta del Nilo padre Patton ha parlato ieri, 3 marzo, del “valore simbolico e propositivo” di questo incontro che “riemerge con la sua capacità di proporci di andare contro corrente rispetto a una crescente cultura dell’intolleranza e della contrapposizione”. “In un tempo come il nostro – ha aggiunto al Sir – in cui di nuovo ritorna il paradigma dello scontro di civiltà e la soluzione sembra ancora essere l’uso della forza, l’incontro di Damietta ci ricorda quanto sterile sia l’uso della violenza, quanto illusoria sia la vittoria ottenuta con la forza, quanto fragile sia la pace ottenuta con la sconfitta del nemico”. Per il Custode “nel momento in cui ritorna l’idea della contrapposizione e l’ideologia dell’incompatibilità e dell’incomunicabilità tra culture e religioni diverse”, Damietta “sta lì a dimostrare che solo l’incontro e il dialogo portano frutto a lungo termine. La capacità di sperare nella possibilità di un incontro e di un dialogo possono anche oggi farci bollare Francesco d’Assisi come un sognatore, un idealista, un ingenuo. Eppure sono i fatti e la storia a dargli ragione”. “Oggi – ha concluso – è compito nostro far scoprire anche al mondo musulmano una pagina della loro storia che gli è poco nota, ma davanti alla quale restano stupiti nel momento in cui ne vengono a conoscenza. Oggi è compito nostro riproporre questa capacità di sperare nella possibilità dell’incontro e del dialogo e di osare praticarlo negli ambienti quotidiani di vita. Non importa se saremo presi per sognatori, idealisti ed ingenui. Sono proprio i cronisti di otto secoli fa, i cronisti della Quinta Crociata, a raccontarci chi sia stato più lungimirante, se i comandanti in capo delle schiere armate o l’ingenuo e disarmato Francesco”.

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