Diocesi: card. Bassetti (Perugia-Città della Pieve), “Italia e italiani fragili, ma sostenuti dai nostri parroci e dai nostri sindaci”

“L’Italia è un terreno fragile, come dimostra l’ultimo terremoto che ha colpito quattro regioni centrali dove anche quest’inverno tanta gente ha sofferto, ed anche gli italiani sono molto fragili, come è fragile la bellezza espressa in questa splendida chiesa che da oggi possiamo riammirare, perché la bellezza è una categoria delicata”. Con queste parole il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha concluso ieri sera la celebrazione eucaristica con la quale ha riaperto al culto la chiesa “leonina” di S. Pietro Apostolo in Chiugiana di Corciano. La chiesa – chiusa per cinque anni per lavori di restauro e di consolidamento strutturale delle volte e del tetto – è stata riaperta grazie alla collaborazione tra Comune e parrocchia. “Ricordo sempre due realtà che sostengono, puntellano questo terreno fragile e le persone che lo abitano – ha aggiunto Bassetti –, che sono i nostri parroci e i nostri sindaci. Essi sono al servizio del bene comune della gente e il bene comune è il bene spirituale e materiale. Il bene è unico, è comune a tutto il popolo di Dio. Ringraziamo il Signore per i nostri parroci e per i nostri sindaci che presidiano il nostro territorio. Diceva il sindaco santo di Firenze, Giorgio La Pira, ‘noi siamo qui per favorire tutte le attese della povera gente’”. Il card. Bassetti, che recentemente si è recato in Sicilia, a Pozzallo, paese natale di La Pira, ha incoraggiato i tanti parroci che si prodigano spiritualmente e materialmente per le persone, anche per quelle “lontane” dalla Chiesa, a testimonianza di una Chiesa “in uscita” e tra la gente. E questo in un periodo non facile per il nostro Paese. “In Italia – ha sottolineato il presidente della Cei – cambiano i governi, i sindaci, i vescovi, ma rimangono i nostri parroci e così la fede va avanti nel tessuto del popolo di Dio e tutto il popolo è aiutato nelle sue necessità”. Il cardinale ha apprezzato i lavori eseguiti grazie al contributo del fondo 8xmille della Chiesa cattolica, del Comune di Corciano, della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Umbria, di non pochi benefattori e alla tenacia del parroco mons. Fabio Quaresima. “Questa chiesa – ha commentato – è stata ben restaurata e dotata di un impianto di illuminazione che crea dei chiaro-oscuri che mettono in evidenza i suoi spazi architettonici caratteristici delle chiese ‘leonine’. Sono i luoghi di culto voluti da Leone XIII quando era vescovo di Perugia e lo fu per 32 anni prima di diventare Papa, costruiti soprattutto in zone rurali”.

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