Carcere: mons. Viganò (DpC), “raccontare la propria storia per scrivere una nuova storia”

“Davvero la narrazione integra le dimensioni dell’affetto, della percezione, dell’azione. Da questo punto di vista si può, dopo l’inferno, sperimentare la profezia”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, assessore del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede in una intervista rilasciata a “I Cellanti”, trasmissione di Radio Vaticana Italia, a proposito delle possibilità di riscatto e di una nuova vita per chi si pente e decide di collaborare con la giustizia. “Può nascere in una persona la decisione di scrivere una nuova storia su se stessa – ha spiegato -. Non dimentichiamoci che uno scrive una nuova storia anzitutto raccontando la propria storia. E raccontare è un processo di elaborazione del sé. Potremmo dire dell’integrità della persona. Che si può identificare nella ricerca della continuità e di invarianza rispetto al tempo e alle circostanze”. Secondo mons. Viganò, “raccontarsi diventa il fulcro indispensabile per tenere insieme la persona intera e la concretezza e l’interezza del reale”. “Potremmo dire che narrare, raccontarsi, lo scrivere diventa un centro di intimità con se stessi. È anche un’intimità recuperata che permette un nuovo rapportarsi alle persone, al mondo, alle cose”.

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