Apertura Archivi su Pio XII: mons. Pagano (prefetto), “la figura di Pio XII emergerà in tutta la sua realistica portata e ricchezza”

“Al solo scorrere i titoli dei fondi che si apriranno alla consultazione dei ricercatori per volontà del Santo Padre, l’onesto lettore riconoscerà che il lavoro di preparazione di così tante carte, il loro ordinamento, la loro inventariazione, la loro attenta numerazione, la legatura necessaria sono più che sufficienti a rendere ragione dei tredici anni che sono trascorsi dall’ultima apertura del pontificato di Pio XI (2006)”. Lo scrive mons. Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, in un articolo pubblicato nell’edizione de L’Osservatore Romano in edicola questo pomeriggio e anticipato dalla Sala Stampa della Santa Sede. “Un periodo intenso di lavoro al quale si sono dedicati con costanza e in esclusiva venti officiali dell’Archivio Vaticano, coadiuvati anche, dove possibile, da qualificati diplomati della Scuola di Paleografia, Diplomatica e Archivistica interna all’Archivio stesso”, aggiunge. Lo stesso discorso vale anche per gli altri archivi storici della Curia romana che vengono ora aperti per il pontificato pacelliano. “Una fatica, certamente – osserva mons. Pagano -, ma penso di dire una fatica sorretta da sicuro entusiasmo, sia perché si aveva coscienza di lavorare per la futura ricerca storica in relazione ad un periodo cruciale per la Chiesa e per il mondo, sia perché le carte tutto erano, meno che asettiche. Esse parlavano, parlano e spero parleranno ai ricercatori e agli storici di una quasi sovrumana opera di cristiano ‘umanesimo’ (si parlò di ‘diplomazia della carità’), attiva nella congerie tempestosa di quegli eventi che a metà del XX secolo sembrarono decisi ad annientare la nozione stessa di civiltà umana”.
Il prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano conclude: “Su quel triste, anzi terribile scenario, sia prima dell’ultima guerra, sia durante il suo tragico svolgimento, sia dopo di essa, spicca con connotati propri la grande figura di Pio XII, troppo superficialmente giudicata e criticata per alcuni aspetti del suo pontificato, che ora, grazie anche alla recente apertura voluta con fiducia da Papa Francesco, penso possa trovare fra gli storici chi la sappia indagare, ormai senza pregiudizi, ma con l’ausilio anche dei nuovi documenti, in tutta la sua realistica portata e ricchezza”.

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