Diocesi: mons. Marciante (Cefalù) al governo siciliano, “vediamo lontani spiragli di interventi sulla mobilità”

“Unisco la mia voce di vescovo e padre della Chiesa di Cefalù all’accorato appello che le hanno rivolto i sindaci di questa diocesi che insiste sulle Madonie e che è costituita prevalentemente da piccoli centri situati nell’entroterra della Provincia di Palermo”. Lo scrive il vescovo mons. Giuseppe Marciante nella lettera che gli amministratori dei Comuni delle Madonie hanno firmato ieri e consegnato al Governo regionale per il rilancio della zona. Fondando con loro un tavolo permanente, è stato lui, in qualche modo, il promotore del documento ed è proprio al Palazzo arcivescovile che è stato firmato da venticinque primi cittadini, alla presenza di Marco Falcone e Salvatore Cordaro, assessori regionali alle Infrastutture e mobilità e al Territorio e ambiente. Nel messaggio, indirizzato direttamente al presidente della Regione, Nello Musumeci, il vescovo scrive spinto dal “senso di solitudine ed inerzia delle amministrazioni locali”: “Il nostro è un territorio dalle evidenti potenzialità per le sue ricchezze artistiche e culturali e per la natura con le sue multiformi diversificazioni che unite all’innovazione tecnologica potrebbero essere volano di crescita, sviluppo e opportunità lavorativa per i nostri giovani. Nonostante ciò – dice mons. Marciante – il destino di questa terra sembra inesorabile: lo spopolamento delle aree interne, un turismo stagionale stagnato sulla costa, la pessima situazione viaria e dei collegamenti pubblici, a breve faranno dei nostri paesi dei luoghi fantasma legati alla vita dei pochi anziani rimasti”. “Sopraffatti dalla farraginosa macchina burocratica – sottolinea il presule -, oggi vediamo lontani spiragli di interventi che possono essere solo palliativi rispetto alla reale condizione delle strade in cui versa la nostra terra e i giovani che da poco hanno avviato un’attività lavorativa, o lo stanno per fare, sono tentati di dirottare i loro investimenti e le loro energie lontano dalla Sicilia”.

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