Mafie: mons. Ligorio (Potenza), “la corruzione è un processo di morte”

“La corruzione che è l’arma e il linguaggio più comune delle mafie è un processo di morte, che dà linfa a una cultura di morte. C’è dunque una profonda questione da affrontare”: sono parole di Papa Francesco quelle con cui mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo di Potenza e presidente della Conferenza episcopale della Basilicata, inizia il suo intervento al convegno della Fondazione nazionale Interesse Uomo, in corso oggi a Matera. “Per le mafie oggi è fondamentale fare soldi – sottolinea mons. Ligorio –. Politiche sociali mortificate, latitanza delle istituzioni, soprattutto nelle periferie, mancanza di risposte a chi ha bisogno e di spazi per l’aggregazione giovanile sono serbatoio naturale per la malavita”. Contestualizzando il discorso nella realtà lucana, il presidente della Conferenza episcopale regionale ricorda la “lunga scia di intimidazioni e violenze, soprattutto nel territorio metapontino”. La migliore risposta è contrastare le mafie “con l’attività pastorale e l’impegno di associazioni affianco alle vittime, che fanno più paura alle mafie del lavoro della giustizia, comunque fondamentale. Penso al lavoro di don Puglisi e di don Diana. La cultura dell’amore contro la cultura della violenza fa paura. Perciò, la lotta alle mafie è una lotta ‘per’ una società più giusta, basata su una logica di diritto e non di elemosina, fatta di persone libere, in cui si spezzano le catene della disoccupazione. Per la Chiesa, l’impegno è per la costruzione di una cultura di vita” conclude mons. Ligorio.

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