Mafie: Alberti (filosofo), “la cultura non deve solo fare riflessioni astratte ma anche agire”

“La cultura non deve solo fare riflessioni astratte ma anche agire”: ne è convinto il filosofo Vittorio Alberti, officiale del Dicastero vaticano per il servizio allo sviluppo umano integrale al convegno di Matera su “Etica, cultura e bellezza. Le strade per una nuova economia”. “La cultura può contrastare la corruzione alimentando le domande di ogni persona su ciò che accade: un simile processo è l’opposto della chiusura mentale, dell’ottusità, dell’abolizione della libertà di pensiero” sostiene Alberti. “Bisogna potenziare la cultura umanistica, contro i fenomeni che la mortificano. Forze dell’ordine e magistratura, nel loro lavoro di repressione, hanno bisogno di non essere soli, di una ‘cintura culturale’ che motivi il loro lavoro”. E aggiunge: “Bisogna unirsi in manifestazioni sistematiche e fare rete con tutte le istituzioni: un ragazzo deve poter dialogare, oltre che con gli insegnanti, anche con poliziotti, sacerdoti, intellettuali, per conoscere tutta la realtà. Solo così si motivano i giovani, rendendoli protagonisti di un percorso storico fondamentale. Questa funzione è prettamente laica”, a cui è chiamata però anche la Chiesa e a cui, secondo il filosofo, incita continuamente Papa Francesco, che denuncia il clericalismo presente in ogni ambiente. A nome del Dicastero vaticano in cui opera, Alberti conclude con un appello: “Dobbiamo accogliere il fardello della libertà di pensiero e farcene portavoce in ogni ambiente. Il pontificato attuale andrebbe ‘sfruttato’ in questo senso”.

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