Caritas: don Soddu (direttore), “oggi il pericolo grande è la manipolazione evangelica”

(da Scanzano Jonico) Una carità che veicola buona cultura attraverso il dinamismo e l’innovazione. Operatori e volontari che agiscono sul territorio come “artisti della carità”, con l’obiettivo di produrre un cambiamento positivo nella società. In un tempo di false verità in cui il lavoro delle Caritas, soprattutto sulla questione migranti, è spesso sotto attacco “il pericolo grande è quello della manipolazione evangelica”. Lo afferma don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, in una intervista al Sir al termine del 41° convegno delle Caritas nazionali che si è svolto dal 25 al 28 marzo a Scanzano Jonico, nella diocesi di Matera-Irsina. Quattro giorni di confronto sul tema “Carità è cultura”, con oltre 522 partecipanti. Mons. Soddu ammette: di fronte a certe narrazioni tossiche “ci sembra di essere messi all’angolo”. “Ma il cristiano deve uscire da quest’angolo per capire se stare nell’atteggiamento dei vinti – sottolinea – oppure mettersi a riflettere e orientarsi verso un modo positivo di essere cristiani. Chiedersi cioè se quello che stiamo facendo costruisce veramente comunione e comunità o ha generato qualcosa che ha disgregato. Rimangono interrogativi aperti e ripropongono la domanda di fondo: persone che si illudevano di fare del bene oggi agli occhi della gente fanno business”. “La più grande povera in questo momento è la comunità, che è disgregata – osserva mons. Soddu -. Allora ritorna forte appello di Papa Francesco: se una comunità cristiana non si interessa dei poveri corre il rischio di disgregare se stessa”. E di fronte alla richiesta “prima gli italiani”? “Il prima o il poi riguarda sempre ragionamenti egoistici – risponde -. Non esiste nessuna priorità davanti all’umanità. Se in quel momento l’umanità ha bisogno di qualcosa io la aiuto. Non esistono priorità studiate a tavolino. Nella misura in cui si fa una cosa del genere si inizia già con una falla iniziale che porta con sé altre fallacità”. Il direttore di Caritas italiana è molto preoccupato per la manipolazione delle verità: “Bisogna sempre illustrare tutte le opinioni ma se una verità è trasformata già all’origine come si fa a poterla orientare bene? La Cei, attraverso lo Statuto, ha consegnato alla Caritas l’impegno per cercare di promuovere leggi giuste e buone secondo la Costituzione”. “Papa Francesco – ricorda – ha richiamato l’impegno della buona politica con la P maiuscola. Come il Vangelo, che non può essere brandito per altri scopi. Gesù si è fatto povero e ha scelto la povertà: se si crea una giustificazione si sta costruendo un altro vangelo. E oggi le alchimie sono tante”.

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