Ben vivere: Becchetti (economista), “non è stato superato il divorzio tra efficienza e bellezza”

“Il problema è l’idea che bastasse seguire la crescita del Pil per essere certi della soddisfazione dei cittadini. La delusione per chi segue questa via può essere cocente”. Lo scrive l’economista e docente dell’Università Tor Vergata di Roma, Leonardo Becchetti, nel dossier pubblicato oggi da Avvenire sul “ben vivere”. Citando l’ultimo rapporto mondiale sulla Felicità, Becchetti sottolinea come “i voti per i governi uscenti siano fortemente correlati con la soddisfazione di vita dei cittadini che non cammina di pari passo col Pil”. Nello stilare la classifica di Avvenire, l’economista spiega che si è tenuto in considerazione un dato. “Le persone possono avere un potenziale enorme (reddito, salute, istruzione) e possono vivere in territori ‘civilissimi’ (privi di corruzione e di ostacoli alla libera iniziativa) – scrive Becchetti -. Ma se poi passano il tempo sdraiate sul divano manca quell’‘ultimo miglio’ del benessere rappresentato dalla generatività in atto, ovvero dalla capacità della propria vita di essere utile a qualche altro essere umano”. Quindi, l’attenzione si concentra su uno degli indicatori. “Il fine di una comunità umana che vuole essere ambiziosa dovrebbe essere proprio quello della generatività di tutti i suoi membri, soprattutto quelli più ai margini o in difficoltà”. Infine, una considerazione. “Le nostre civiltà non hanno saputo superare il divorzio tra efficienza e bellezza. Abbiamo città molto efficienti ma inquinate e senza paesaggi mozzafiato e al contrario zone incantevoli del paese dove ciò che serve alla vita quotidiana (servizi e opportunità di lavoro) scarseggia”.

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