Persone private di libertà: Palma (garante), “promuovere diffusa cultura dei diritti”, a partire da “un linguaggio adeguato alla sofferenza”

È necessaria la “costruzione positiva di una diffusa cultura dei diritti. Una cultura che ha oggi bisogno innanzitutto del recupero di un linguaggio piano e adeguato alla sofferenza” che è dietro ciascuno dei settori di intervento del garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. È quanto ha auspicato oggi il garante Mauro palma, presentando la Relazione al Parlamento 2019, a Palazzo Montecitorio, a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La sofferenza, sia essa la risultante di proprie azioni anche criminose, del proprio desiderio di una vita diversa e, altrove, della propria vulnerabilità soggettiva, merita sempre riconoscimento e rispetto – ha sostenuto il garante -. Merita un linguaggio adeguato, soprattutto da parte di chi ha compiti istituzionali. Ben sapendo che il linguaggio è il costruttore di culture diffuse e l’espandersi di un linguaggio aggressivo e a volte di odio costruisce culture di inimicizia che ledono la connessione sociale e che, una volta affermate, è ben difficile poi rimuovere”.
Proprio sul linguaggio “vorrei che concentrassimo tutti noi, da punti diversi di responsabilità, il nostro impegno – la richiesta di Palma -. Ben sapendo che per il ruolo che ricopriamo il nostro linguaggio ha un valore ancora più pregnante perché da esso traspare la capacità di non perdere la dimensione umana che è al fondo dell’azione di chi ha compiti di regolazione, legislazione, amministrazione, controllo”.

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