Papa Francesco: udienza, “pane sta anche per acqua, medicine, casa, lavoro”. “Quante madri e padri vanno a dormire col tormento” di non averne “a sufficienza”

foto SIR/Marco Calvarese

“Gesù ci insegna a chiedere al Padre il pane quotidiano. Ci insegna a farlo uniti a tanti uomini e donne per i quali questa preghiera è un grido – spesso tenuto dentro – che accompagna l’ansia di ogni giorno”. Lo ha detto il Papa, che durante l’udienza di oggi, dedicata alla prima delle invocazioni della seconda parte del Padre Nostro, ha esclamato: “Quante madri e quanti padri, ancora oggi, vanno a dormire col tormento di non avere l’indomani pane a sufficienza per i propri figli!”. “Immaginiamo questa preghiera recitata non nella sicurezza di un comodo appartamento, ma nella precarietà di una stanza in cui ci si adatta, dove manca il necessario per vivere”, il suggerimento di Francesco: “Le parole di Gesù assumono una forza nuova”. “L’orazione cristiana comincia da questo livello”, ha spiegato il Papa: “Non è un esercizio per asceti; parte dalla realtà, dal cuore e dalla carne di persone che vivono nel bisogno, o che condividono la condizione di chi non ha il necessario per vivere. Nemmeno i più alti mistici cristiani possono prescindere dalla semplicità di questa domanda. ‘Padre, fa’ che per noi e per tutti, oggi ci sia il pane necessario'”. “E ‘pane’ sta anche per acqua, medicine, casa, lavoro… chiedere il necessario per vivere”, ha precisato Francesco.

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