Papa Francesco: udienza, “il cibo non è proprietà privata”, “l’amore non può sopportare questo egoismo: non condividere il pane”

foto SIR/Marco Calvarese

“Il pane che chiediamo al Signore nella preghiera è quello stesso che un giorno ci accuserà”. Sono nette le parole usate dal Papa, nella parte finale della catechesi dell’udienza di oggi, dedicata alla prima invocazione della seconda parte del Padre Nostro: “Ci rimprovererà la poca abitudine a spezzarlo con chi ci è vicino, a condividerlo. Era un pane regalato per l’umanità, e invece è stato mangiato solo da qualcuno”. “L’amore non può sopportare questo”, ha commentato Francesco a braccio: “L’amore nostro non può sopportarlo, e l’amore di Dio neppure può sopportare questo egoismo: non condividere il pane”. “Una volta c’era una grande folla davanti a Gesù; era gente che aveva fame”, il racconto evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, evocato dal Papa: “Gesù domandò se qualcuno avesse qualcosa, e si trovò solo un bambino disposto a condividere la sua provvista: cinque pani e due pesci. Gesù moltiplicò quel gesto generoso”. “Quel bambino aveva capito la lezione del Padre nostro: che il cibo non è proprietà privata”, ha fatto notare Francesco. “Mettiamoci questo in testa”, ha ripetuto a braccio: “Il cibo non è proprietà privata, ma provvidenza da condividere, con la grazia di Dio”. “Il vero miracolo compiuto da Gesù quel giorno non è tanto la moltiplicazione, ma la condivisione”, la tesi del Papa: “Datemi quello che avete e io farò il miracolo. Egli stesso, moltiplicando quel pane offerto, ha anticipato l’offerta di Sé nel Pane eucaristico. Solo l’Eucaristia è in grado di saziare la fame di infinito e il desiderio di Dio che anima ogni uomo, anche nella ricerca del pane quotidiano”.

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