Migranti: operazione Sophia prorogata senza navi. Morcone (Cir), “ennesimo arretramento sulla ricerca e soccorso in mare”

“L’operazione Sophia senza più navi per soccorrere i migranti nel Mediterraneo è un non senso. L’ennesimo arretramento sulla ricerca e soccorso in mare. L’unica conseguenza è che aumenteranno, ancora, il numero delle vite umane perse in mare e sarà compromessa la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo Centrale”. È quanto dichiara Mario Morcone, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), sulla nuova fase di Sophia, l’operazione nata poco dopo il tragico naufragio a largo delle coste libiche del 18 aprile 2015 nel quale persero la vita quasi mille migranti. “L’Unione europea – ricorda il Cir in una nota – decise di reagire a quell’orrore con la massima urgenza e il Consiglio europeo ribadì il forte impegno ad agire al fine di evitare tragedie umane derivanti dal traffico di essere umani. Un’operazione il cui nome deriva, non a caso, dalla bambina nata sulla nave che ha salvato la madre il 22 agosto 2015 al largo delle coste libiche”.
Finora Sophia ha impiegato 2 unità navali e 7 mezzi aerei. “Tra gli scopi della missione – prosegue il Cri – vi sono anche il contrasto al traffico di armi e l’addestramento della Guardia costiera libica. Tra il 1° gennaio 2016 e al 10 marzo 2019 Sophia ha salvato 44.916 persone. Adesso se ne svilisce il senso ritirando le navi dal mare”.
“Si deve anche ricordare che al drastico calo degli arrivi via mare, sono solo 534 i migranti arrivati nel Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno, il numero proporzionale dei morti è altissimo: ben 160 persone hanno perso la vita su questa rotta. 1 migrante su 3 di quelli che arrivano. L’emergenza – conclude il Cir – non è bloccare i porti, ma salvare le persone”.

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