Infanzia: Gruppo Crc, “numerose e profonde diseguaglianze regionali nell’accesso e nella qualità dei servizi di salute”

“In Italia permangono ancora numerose e profonde diseguaglianze regionali nell’accesso e nella qualità dei Servizi di salute. Lo afferma Arianna Saulini, coordinatrice del Gruppo Crc (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza), commentando i dati del rapporto rapporto “I diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza in Italia: I dati regione per regione 2018”, del Gruppo Crc. “La recente approvazione di un modello di sistema di Garanzia dei livelli essenziali di assistenza -si legge nel rapporto – riflette in maniera trasversale anche per l’area pediatrica una erogazione dell’offerta a macchia di leopardo. Dati primari relativi a mortalità̀ infantile, obesità̀ e sovrappeso, numero di parti cesarei, etc. si confermano ad esempio anche in questo rapporto con tassi ancora elevati e notevoli differenze regionali. Ad esempio la mortalità infantile varia di molto tra il Nord (Friuli Venezia Giulia al 2,1 per mille e Piemonte 1,6 per mille) e il Sud (Basilicata 3,6 per mille, Calabria 4,7 e Sicilia 4,1) con una media nazionale che si attesta al 2,8 per mille”. Dati parzialmente positivi sono quelli inerenti a sovrappeso ed obesità: “Dopo anni di interventi specifici la disparità di incidenza tra le Regioni sembrerebbe oggi leggermente diminuita e la prevalenza arrestarsi sebbene con tassi che permangono comunque più elevati al Centro-Sud”.
Il rapporto si conclude poi con i dati relativi ai minori stranieri non accompagnati: nel 2018 sono stati censiti nel sistema di accoglienza 12.457 non accompagnati (arrivati in Italia senza un adulto di riferimento), in netta diminuzione rispetto al 2017 (erano oltre 18 mila). Si stima poi che quasi 5 mila minori (4.981) siano arrivati in Italia e subito spariti (irreperibili)”. La distribuzione, territoriale “è molto sbilanciata, visto che oltre 5 mila (il 42%) sono presenti in Sicilia (anche la metà degli irreperibili erano segnalati in Sicilia). Le altre regioni che li accolgono sono la Lombardia (il 7,8% del totale), Emilia Romagna e Lazio (6,8%), Calabria e Friuli (6 e 5%)”.

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