Cultura: card. Ravasi (Pont. Consiglio cultura), “occorre ritrovare la bellezza della parola”

“In un periodo come quello attuale la parola è inflazionata. In principio era il Verbo ed oggi il Verbo è stato umiliato e punito. Pensiamo, non solo nei confronti della religione, ma anche nella comunicazione come la parola viene utilizzata come strumento di oppressione, di volgarità, di banalità, di stupidità e di rigetto dell’altro, quindi anche di violenza”. Ma non è questa la parola che serve al mondo. Anzi oggi più che mai, afferma, “bisogna ritrovare la bellezza della parola, della parola bella”. Lo ha detto ieri sera il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, ospite del convegno “La Gloria, la nube, il fuoco: Dio in cammino con il suo popolo” organizzato dal Centro di cultura biblica “Bereshit” al Politecnico di Bari. “La parola ha un grande potere e la potenza di essa sta nell’aiuto e nel sostegno che diventa azione – ha ricordato il card. Ravasi -. Non è un caso questo binomio. In ebraico infatti c’è una sola parola che contemporaneamente significa parola e atto, è questa è ‘dabar’”. “Si esalta la parola di Dio come cuore – ha aggiunto -, cioè quel Dio che non è una statua ma un interlocutore, a volte difficile, ma uno che alla fine ti dà la vera libertà”.

 

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