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Austria: mons. Gletter (Innsbruck), “fa male sentire che il governo rinomina i centri di accoglienza in ‘centri di partenza’”

“Fa veramente male sentire che il governo austriaco ha deciso di rinominare i centri di accoglienza per i richiedenti asilo in ‘centri di partenza’”. C’è amarezza nelle parole di mons. Hermann Glettler, vescovo di Innsbruck, che è intervenuto, a margine della conferenza stampa della Caritas che si è tenuta lunedì nel capoluogo tirolese. Mons. Glettler ha inoltre criticato la decisione assunta dal ministro degli Interni austriaco, Herbert Kickl, di limitare a 1,50 euro la paga oraria per i richiedenti asilo che svolgono alcuni servizi a livello federale, nei singoli paesi o comuni, in aggiunta al sussidio di base. “1,50 euro è una presa in giro”, ha detto il vescovo di Innsbruck, che ha espresso forte preoccupazione per quanto riguarda il ricalcolo della copertura assicurativa minima, che andrà a pesare sulle spalle di una parte di cittadini. “Purtroppo il governo non ha prestato sufficiente attenzione alle competenze di quanti lavorano quotidianamente con quanti vivono nel bisogno”, ha detto mons. Glettler. Una realtà che la diocesi di Innsbruck conosce bene. Proprio lunedì, infatti, Caritas Tirolo ha presentato la ristrutturata “Katharina-Wärmestube”, il centro di accoglienza gestito dalla Caritas diocesana e dalle suore terziarie di Innsbruck, che offre ai poveri la possibilità di lavarsi e mangiare un pasto caldo. Il servizio di apertura della struttura è stato prolungato dal lunedì al sabato dalle 9 alle 14. È garantita sempre la presenza di un assistente sociale, oltre al pranzo viene ora offerta anche la colazione e l’orario di apertura delle docce è stato portato da 2 ore e mezza a cinque ore al giorno.

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