Reddito di cittadinanza: Tridico (Inps), “è un reddito minimo condizionato”

Il Reddito di cittadinanza (Rdc) “è un reddito minimo, un reddito minimo condizionato come in tutti gli altri Paesi” ed è legato all’Isee perché questo è il “miglior indicatore” che abbiamo per valutare la situazione di un nucleo familiare. Lo ha sottolineato l’economista Pasquale Tridico, presidente dell’Inps e principale ideatore del Rdc, intervenendo al seminario su “Come cambia l’architettura del welfare italiano con l’introduzione del Reddito di cittadinanza” organizzato dalle Acli presso la sede nazionale dell’organizzazione. Citando l’articolo 1 del decreto-legge in via di conversione, Tridico ha ribadito che il Rdc è una misura di “contrasto alla povertà” e di “politica attiva del lavoro”. Secondo il presidente dell’Inps “quando si fanno politiche espansive c’è un effetto moltiplicatore” e nel caso del Rdc questo lo si vede, per esempio, dalle 10 mila unità lavorative in più che saranno assunte dai Centri per l’impiego (al netto della legge di bilancio precedente) e dalle 6 mila che andranno a rafforzare l’organico dell’Istituto di previdenza. Tridico ha anche affermato che il fondo per la povertà “è stato raddoppiato” e che nel testo in via di approvazione definitiva sono state recepitinalcuni dei suggerimenti ricevuti dall’Alleanza contro la povertà. Secondo il presidente dell’Inps il patto per l’inclusione previsto dal Rdc equivale al “progetto personalizzato” contenuto nella misura precedente, il Rei, ma i Comuni “avranno molto più risorse per attuarlo”. Tridico ha inoltre riconosciuto il ruolo importante svolto dai patronati e dai Caf (al seminario partecipavano gli operatori degli enti di questo tipo che fanno capo alle Acli) e per il futuro del Rdc anche quello degli enti di formazione professionale.

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