Reddito di cittadinanza: Rossini (Acli), “bisognerà verificare l’incidenza sulla povertà assoluta”

Con il Reddito di cittadinanza (Rdc) si è avuto “uno stanziamento senza precedenti destinato alla lotta contro la povertà”. Bisognerà però verificare se per gli ultimi, cioè i poveri assoluti, ci saranno “vantaggi o svantaggi” rispetto al Rei, il Reddito d’inclusione, che era mirato proprio alla povertà assoluta. Lo ha affermato il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini (che è anche portavoce dell’Alleanza contro la povertà), nelle conclusioni del seminario su “Come cambia l’architettura del welfare italiano con l’introduzione del Reddito di cittadinanza”, organizzato dall’associazione presso la sua sede nazionale, con la partecipazione di dirigenti e operatori del Patronato, del Caf e dell’Enaip. Secondo Rossini, il punto critico principale nell’attuazione delle norme in corso di approvazione definitiva, è costituito da “una sorta di bivio” che si crea tra coloro che vengono destinati al patto per il lavoro e quindi ai centri per l’impiego e coloro che invece stipuleranno con i Comuni il patto per l’inclusione. La divisione tra i due filoni, ha sottolineato il presidente delle Acli, avviene sulla base di “criteri meramente amministrativi”, con un automatismo che prescinde da una valutazione dei singoli casi nella loro concretezza e complessità. Per Rossini, così come verrà fatto con i Centri per l’impiego, bisognerebbe dotare di più personale anche i servizi sociali dei Comuni. Un’altra questione su cui il presidente delle Acli ha richiamato l’attenzione è quella di “misure specifiche” per i senza fissa dimora che altrimenti, per problemi di residenza, rischiano paradossalmente di essere esclusi dal sussidio. Il Rdc, ha osservato ancora Rossini, “è uno strumento che ha al suo interno delle incompatibilità”, dovute soprattutto alla sovrapposizione tra lotta alla povertà e politiche per il lavoro, e tuttavia “è una politica pubblica” e le Acli daranno il loro contributo per farla funzionare al meglio. Sarà comunque necessario un monitoraggio attento, “non solo per evitare i ‘furbetti’, ma per sapere quali saranno gli effetti della misura”.

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