Migrazioni: Acli Svizzera, un dibattito a Basilea “meta dei giovani italiani”

“Basilea è luogo d’incontro di diverse provenienze e differenti culture. Basilea è tornata in questi ultimi anni a essere destinazione di un gran numero di giovani italiani, ma anche di intere famiglie”. Lo ha detto Giuseppe Rauseo, presidente delle Acli Svizzera, che ha organizzato un convegno su nuove migrazioni, lavoro e integrazione. Sulle nuove “migrazioni” o “mobilità” ha parlato Toni Ricciardi, usando quelle definizioni in sostituzione dei termini “immigrazioni” o “emigrazione”. Ha presentato dati sui flussi migratori, comparazioni fra diverse epoche illustrando il trend che oggi possiamo registrare. La recente migrazione italiana messa al confronto con quella passata, fa emergere un quadro piuttosto variegato. “A differenza di quanto si crede, non sono solo i giovani a lasciare l’Italia, ma la nuova mobilità coinvolge molte fasce di età e provenienze regionali. Inoltre, a partire non sono solo i cosiddetti ‘cervelli in fuga’, ma la migrazione italiana continua a interessare tutti i ceti sociali”. Nel solo 2018 hanno lasciato l’Italia circa 285mila italiani. Cristina Franchi ha poi presentato le testimonianze di persone giunte da pochi anni: dagli esempi di successo di chi arriva con ottime qualifiche e un contratto già siglato a quelli meno soddisfacenti delle persone che arrivano di propria iniziativa, con qualifiche (anche laureati) generiche, inadatte al mercato del lavoro locale, che spesso finiscono con lo svolgere umili lavori manuali prima di trovare uno sbocco lavorativo.

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