Mediterraneo: padre Gnesotto (Ascs), “morti e dispersi nell’oblio più totale”

“Negli ultimi due giorni nel Mediterraneo si sono registrati 5 sbarchi e 41 sono le persone che risultano disperse e che, secondo l’Onu, nessuno sta cercando: né Libia né Italia, né Ong alle quali è, di fatto, impedita l’azione di search and rescue (Sar) nel mare. Nessuna nave umanitaria, quindi, ma non per questo uno stop alle partenze dal Nord Africa”. Lo ricorda oggi una nota dei Missionari Scalabriniani.
“Come Chiesa e come singoli cristiani non possiamo esimerci dal denunciare il silenzio disumano che avvolge il Mediterraneo e chi attraversandolo – e perdendo ahimè la vita – cerca un futuro una volta ancora in questi ultimi giorni. Il piano di ‘distrazione di massa’ al quale assistiamo è frutto di una sedazione profonda che l’Ue vorrebbe attuare, concentrando la sua attenzione, guarda caso, su ben altri piani, quelli economico-finanziari, resi ovvi dalla visita e dai patti firmati dal presidente cinese Xi Jinping con vari Paesi dell’Unione”, denuncia padre Claudio Gnesotto, presidente della Agenzia Scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo (Ascs).
“Morti e dispersi nell’oblio più totale! È questa la condizione delle tante persone che si vedono costrette a migrare e che da troppo tempo restano vittime ‘inascoltate’ di politiche che viaggiano ‘al di sopra e al di là’ dei loro interessi e dei loro diritti fondamentali”, continua padre Gnesotto.
I Missionari Scalabriniani operanti in Europa ed Africa ribadiscono “la necessità che l’Ue, le Nazioni Unite e tutti coloro che appartengono alla società civile, che hanno potuto in passato e possono oggi dare una mano, collaborino per l’apertura ordinaria di corridoi umanitari sicuri, realtà che la Chiesa cattolica e la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia sostengono da anni, e la ripresa sistematica del salvataggio in mare come prescrive il diritto internazionale”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo