Educazione: mons. Pennisi (Monreale), “oggi affidata a social network e gruppo dei pari, serve intesa tra famiglia e scuola”

“In una società che non è più caratterizzata dal riconoscimento di valori comuni, si è attenuata la capacità educativa della famiglia e si assiste alla diminuzione della funzione educativa delle tradizionali agenzie formative e il suo affidamento di fatto al mondo dei mezzi della comunicazione sociale, ai social network o al gruppo dei pari che talvolta degenera in branco”. Lo ha detto l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, intervenendo oggi pomeriggio al convegno “Sinergia fra scuola, famiglia e Chiesa nell’educazione”, nell’istituto Pietro Novelli. Segnalando che “la crisi dei giovani è in gran parte derivata da una crisi degli adulti”, il presule afferma che “bisogna puntare su una educazione come una esperienza integrale e positiva che dà senso all’esistenza umana, interpella ogni persona a rispondere liberamente alla sua intrinseca vocazione a essere amato e ad amare”. In quest’ottica, l’arcivescovo ha richiamato il ruolo della famiglia, “prima scuola delle virtù sociali”. Che, però, “non può rispondere da sola al compito dell’educazione”. “Ha bisogno di essere aiutata da una comunità più grande”. “Famiglia e scuola – ha aggiunto il presule – debbono trovarsi per insieme interagire per dare ragioni di vita, per creare una pedagogia della responsabilità, per incoraggiare al pensare libero e critico, per affinare la lungimiranza culturale”. A ciò mons. Pennisi ha sommato “l’azione pastorale della Chiesa”, che “ha sempre una valenza educativa”. “Educare è missione permanente della Chiesa, per risvegliare e accompagnare una risposta libera alla chiamata e al dono di Dio”.

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