Caritas: mons. Bizzeti (vicario Anatolia), “chiedersi con chi l’Europa fa affari miliardari. Cristiani allibiti per porte chiuse alle persone e non alle armi”

“È urgente domandarsi con chi si stanno facendo affari miliardari. Non si fa forse retorica stucchevole e a buon mercato quando si dice che il presidente della Turchia è un dittatore e poi si fanno affari con il suo entourage? Il muro che divide la Turchia dalla Siria di 750 chilometri, di cui pochissimi parlano, è stato costruito con tecnologia europea e il monitoraggio è stato pagato in parte dall’Europa”. Non ha usato mezzi termini mons. Paolo Bizzeti, vicario apostolico dell’Anatolia e presidente di Caritas Turchia, nel suo intervento di oggi al 41° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, in corso fino al 28 marzo a Scanzano Jonico (Matera), sul tema “Carità e cultura”. La sede diocesana è ad Alessandretta, nell’Anatolia turca, una piccola Chiesa di poche migliaia di fedeli, lo 0,02% su 80 milioni di persone. Mons. Bizzeti ha fatto riferimento agli accordi di questi giorni tra Italia e Cina e quelli tra Unione europea e Turchia, invitando a chiedersi “a quali condizioni ci stiamo vendendo il nostro futuro”. “I cristiani di Medio Oriente – ha precisato – sono allibiti perché non si aprono loro le porte ma non si chiudono i confini alle armi che arrivano dall’Occidente. Si chiedono per quale motivo le sorti del Medio Oriente vengano decise dall’Europa cristiana”. Anche “politici improvvisati – ha proseguito – sono  incapaci di elaborare strategie lungo periodo. Ma in Medio Oriente la gente non dimentica. Se vogliamo fare cultura cristiana dobbiamo tornare a studiare la storia”.  “Oggi nelle Chiese di Turchia si comprende che solo uniti nella diversità c’è possibilità di sopravvivenza – ha spiegato -. Disposti ad essere più piccoli, con meno denaro ma più inseriti”.

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