Argentina: rapporto su povertà multidimensionale urbana. Coinvolta una famiglia su tre

Il 31% della popolazione urbana dell’Argentina vive situazioni di povertà. E molte famiglie sono coinvolte in una “povertà multidimensionale”, che tocca contemporaneamente vari aspetti dell’esistenza. Sono le conclusioni a cui giunge l’Osservatorio del Disagio sociale, costituito all’interno dell’Università Cattolica dell’Argentina (Uca), nel rapporto dedicato alla “Povertà multidimensionale fondata sui diritti umani. Argentina urbana, 2010-2018″. Nel dettaglio, il 22,8% delle famiglie soffre per inadeguata alimentazione e salute (massimo storico a partire dal 2010), il 30,2% è privo di servizi di base (acqua potabile e fognature); il 21,1% vive in situazione di precarietà abitativa, il 19,8% è coinvolto in problematiche relative all’ambiente e all’inquinamento, il 31.9% non ha accesso ai istituzioni educative e il 30,2% presenta problemi di lavoro o occupazionali. Anche per queste ultimi due dati i numeri del 2018 sono peggiori di quelli degli anni precedenti. Il rapporto analizza le varie situazioni e le incrocia, constatando che il 63% dei nuclei è coinvolto in una delle sei situazioni di povertà considerate, il 42% in almeno 2 e il 26% in almeno tre (dato, quest’ultimo, in lieve discesa rispetto allo scorso anno). Viene presa in esame anche la situazione lavorativa e si evidenzia che è in crescita il disagio delle persone più povere, degli operai e soprattutto dei lavoratori marginali (tra quest’ ultimi, più di nove su dieci presentano almeno una situazione di disagio sociale e più della metà è coinvolto in almeno tre aspetti tra quelli considerati. “Si tratta – fa notare il rapporto – si valori molto simili a quelli che presentava la società nel 3009-2010”.

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