Adozione del concepito: Griffini (Aibi), “ben venga una legge per salvare una vita nascente dall’aborto”

“Apprendiamo con piacere la nuova presentazione di un disegno di legge per una corretta applicazione della legge, che rimette al centro dell’agenda politica di questo Paese il diritto alla vita dei bambini ”: lo dichiara Marco Griffini, presidente dell’Associazione Amici dei bambini (Aibi), in riferimento al disegno di legge per una corretta applicazione della legge 194, firmata da Alberto Stefani e sottoscritta da una cinquantina di parlamentari leghisti, presentato in Parlamento ai primi di ottobre e assegnato in commissione il 15 marzo scorso. “Sono decenni che sosteniamo l’urgenza di restituire dignità giuridica alla vita nascente e facilitare l’adozione dal concepimento, fornendo informazioni chiare, risposte concrete e sostegno medico, psicologico ed economico alle donne che si trovano in una situazione di vulnerabilità”, prosegue Griffini.
“L’adozione del concepito è una strada da percorrere se vogliamo dare significato e applicare correttamente la legge 194, che solo in teoria si propone di prevenire l’aborto e tutelare la maternità – spiega Griffini –, l’unica alternativa all’aborto che permette lo sviluppo delle due vite, quella del nascituro e della donna che lo porta in grembo, e una possibile conciliazione tra l’elevato numero di concepiti indesiderati e il desiderio reale di coppie disponibili all’adozione”.
“Abbiamo esperienze di Paesi esteri come gli Usa dove da moltissimi anni esiste una legge simile – aggiunge Griffini -, più conosciuta come ‘Adozione in pancia’ che ha donato a migliaia e migliaia di bambini la vita e la possibilità di crescere in una famiglia amorevole”.
Di fatto, in Italia, il tema dell’ “adozione del concepito” non è nuovo ed è al centro di una proposta di legge ferma in Parlamento dal gennaio del 2017 “Disposizioni in materia di adozione del concepito” a cura di Gian Luigi Gigli (già presidente del Movimento per la vita) e Mario Sberna (oggi presidente della Associazione famiglie numerose). “Così come allora, come forza sociale in difesa del diritto alla vita del nascituro, sosteremmo il cammino di questo nuovo disegno di legge di Stefani e faremo avere i nostri suggerimenti per migliorare il testo, prevedendo anche l’intervento delle forze sociali (Associazioni) che da anni offrono sostegno, accoglienza e informazione alle gestanti in situazioni di fragilità”.

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