Quaresima: mons. Tessarollo (Chioggia), “rivolgere l’attenzione verso chi vive nell’indigenza”

“Oltre a rinsaldare il rapporto con il Signore nella preghiera, la Quaresima ci invita anche a rivolgere concretamente l’attenzione verso qualcuno che vive nell’indigenza, nella sofferenza e nell’abbandono”. Lo scrive il vescovo di Chioggia, mons. Adriano Tessarollo, nel quarto editoriale per la Quaresima pubblicato sul settimanale diocesano “Nuova Scintilla”. “La carità verso i nostri fratelli bisognosi dà forma concreta al nostro essere cristiani”, spiega il presule, affermando che “il termine più caratteristico che la tradizione cristiana ci ha consegnato è elemosina”. Un termine che “originariamente significava un atteggiamento interiore: il sentimento di pietà e di compassione che porta a soccorrere chi è nel bisogno”. “Infatti, la parola elemosina – chiarisce il vescovo – deriva dalla parola misericordia e compassione con cui Dio si prende cura dell’uomo peccatore e quindi bisognoso di amore compassionevole”. Nelle parole del vescovo anche la consapevolezza che “l’elemosina è intesa come un atto buono, espressione di amore verso il prossimo che, lungi dal ridursi a qualche episodica offerta di denaro, è assunzione di un atteggiamento di condivisione e di accoglienza”. “Chi ha compassione di un altro sente il suo male come proprio, se ne fa carico e cerca di porvi rimedio”. Quindi, l’invito ad “aprire gli occhi” per “scorgere accanto a noi tanti fratelli che soffrono, materialmente e spiritualmente”. Perché “l’atto del donare ci libera anche dall’attaccamento sfrenato alla ricchezza”.

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