Brasile: i vescovi, a 7 giorni da strage scuola Suzano, “si sta espandendo cultura di morte”

A sette giorni dalla strage commessa da due studenti in una scuola di Suzano, nella regione metropolitana di San Paolo del Brasile (le vittime sono state dieci, compresi i due attentatori), la Presidenza della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) ha espresso ieri, attraverso una nota, la propria vicinanza e solidarietà, con un “abbraccio fraterno” al vescovo di Mogi das Cruzes, dom Pedro Luiz Stringhini, e ai familiari delle vittime.
La scuola, nelle parole di Papa Francesco, è il luogo dove si pratica la speranza e non la violenza, fanno notare i vescovi, che proseguono: “La violenza praticata ovunque e verso chiunque è un peccato che grida al cielo, ma quando si verifica nel’’ambiente scolastico, raccogliendo la vita di adolescenti innocenti, terrorizzando i bambini e rendendo protagonisti altri giovani segnati dal desiderio di uccidere, emerge un quadro che dovrebbe portarci a una profonda riflessione sulla cultura della morte che si sta così tanto espandendo oggi. Una cultura che si manifesta attraverso discorsi di odio, soprattutto nei social network, il facile utilizzo delle armi e la banalizzazione della vita umana”. Il messaggio è firmato dal presidente della Cnbb, card. Sérgio Da Rocha, arcivescovo di Brasilia, dal vicepresidente dom Murilo Krieger, arcivescovo di San Salvador de Bahia, e dal segretario generale, dom Leonardo Ulrich Steiner, vescovo ausiliare di Brasilia.

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