Incontro Abu Dhabi: card. Sandri, “dovrà ancora superare forse la prova del fuoco delle resistenze e delle obiezioni nelle rispettive comunità”

Card. Sandri a Damietta (Egitto)

“L’abbraccio, sbocciato al Cairo, ripetuto a Roma in Vaticano, sigillato ad Abu Dhabi”, tra Papa Francesco e il Grande Imam di al-Azhar, al Tayyeb, “ha dovuto e dovrà ancora superare forse la prova del fuoco delle resistenze e delle obiezioni nelle rispettive comunità, ma ci ha donato il documento sulla Fratellanza, per il quale ringraziamo Dio Onnipotente e Misericordioso”. Lo ha detto ieri il card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nel suo discorso alla cerimonia commemorativa degli 800 anni dell’Incontro tra San Francesco e il Sultano Al-Malik Al-Kamel. Inviato Speciale del Santo Padre alle celebrazioni, il Prefetto, davanti a molti fedeli provenienti da diversi luoghi dell’Egitto, e alla presenza, tra gli altri, dell’Ambasciatore di Italia in Egitto e del Console Generale di Spagna ad Alessandria, del Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, di padre Kamal Labib, Ministro della Provincia della Sacra Famiglia (Egitto) e del Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, padre Michael Perry, ha ricordato che “a Damietta Francesco non ha avuto paura di Maometto e il Sultano non ha avuto paura del Vangelo, nell’Egitto di oggi e in quello che è seguito negli Emirati Arabi Uniti poche settimane fa i credenti in Cristo e nell’Islam hanno deciso di non aver più paura l’uno dell’altro, di temere piuttosto tutto ciò che sfigura l’autentica esperienza del senso religioso nel cuore dell’uomo, piegandolo a interessi umani, a progetti di dominio e sopraffazione”. “Come comunità cristiana – ha concluso il card. Sandri – ci impegniamo a conoscere e diffondere questo testo, ma soprattutto a viverlo insieme ai nostri fratelli credenti nell’Islam: come San Francesco e i Suoi frati vogliamo essere ‘sottomessi ad ogni creatura per amore di Cristo’, portare il Suo Vangelo anzitutto vivendolo più che stringendolo come una bandiera, vivendo il quotidiano martirio – cioè la testimonianza – della carità, che ci chiede di morire a noi stessi per dare la nostra vita, consegnandola senza riserve al Padre e ai Fratelli”. Le celebrazioni di ieri a Damietta hanno visto l’alternarsi di brani musicali e recitati dai bimbi e dai ragazzi delle scuole gestite dalle Suore Francescane, dei discorsi dei vari presenti. Tra questi anche il Vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, il Vicario Apostolico di Alessandria, mons. Adel Zaki e il Vicario Apostolico di Istanbul, mons. Ruben Tierrablanca Gonzalez.

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